La scena di viale dei Mille ha fatto discutere Firenze: Guglielmo Mossuto, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, ha ripreso un operaio impegnato nel taglio dei rami e gli ha chiesto conto dell’intervento. La vicesindaca Paola Galgani e il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi hanno definito il suo comportamento «grave» e «oltre la legittima critica politica», ricordando che un lavoratore non decide gli interventi disposti dall’amministrazione. Il Comune ha precisato che si trattava di manutenzione dei bagolari, non dell’avvio degli abbattimenti legati alla tramvia.
Sul modo in cui si è rivolto all’addetto, Mossuto ha fatto un passo indietro. Ha definito «istintivo e sbagliato» il proprio approccio, ha chiesto scusa all’operaio e ha ricordato che il confronto si è concluso con una stretta di mano. È un’ammissione che va presa sul serio. Ma, una volta chiarito questo punto, restano le domande che il consigliere ha sollevato sulle condizioni in cui si stava lavorando.
Secondo Mossuto, l’area interessata dalla potatura non era adeguatamente delimitata e i pedoni potevano avvicinarsi mentre cadevano i rami. Nel video girato dal consigliere (qui mettiamo a diposizione anche le immagini) si vede un furgone usato di fatto come transenna, accanto al quale passano due pedoni anziani; si nota inoltre un casco appoggiato sul camion. Sono elementi che rendono concreta la richiesta di chiarimenti sulla sicurezza dell’intervento. Le accuse rivolte a Mossuto per il suo comportamento sembrano più un modo per nascondere questi problemi: come fossero protetti gli operai e come venisse impedito ai passanti di avvicinarsi all’area di lavoro. Il consigliere chiede inoltre verifiche sui dispositivi di protezione degli operatori sui cestelli e sul posizionamento dei mezzi. Sono criticità segnalate, non violazioni già accertate: proprio per questo meritano una risposta puntuale di chi può verificare come fosse organizzato l’intervento. Difendere l’operaio significa anche accertare che lui, i colleghi e le persone di passaggio fossero protetti.
La vicenda ha ora un seguio istituzionale. Nell’interrogazione che riferisce di aver depositato, Mossuto chiede al sindaco e alla giunta perché, a suo giudizio, il cantiere non fosse delimitato in modo da impedire il transito a ridosso dell’area di lavoro. Domanda se siano stati verificati i dispositivi di protezione individuale e la collocazione dei mezzi, e quali ragioni tecniche abbiano portato a eseguire la potatura a settembre. Infine, collega il confronto sugli alberi alla futura linea tramviaria, chiedendo forme di consultazione pubblica sul tracciato e sul suo impatto.
Il tema della trasparenza emerge anche dalla testimonianza inviata a Mossuto da Guglielmo de Marinis, residente in via Malpighi. Racconta che il 16 settembre è stato abbattuto un bagolaro che dava ombra a due palazzi. Nella lettera sottoscritta dai residenti si sostiene che i cartelli annunciassero genericamente «interventi sulle alberature», senza permettere loro di capire in anticipo che era previsto un abbattimento. I cittadini chiedono di conoscere le valutazioni tecniche, l’esito degli ulteriori accertamenti sul secondo albero della strada e i tempi per ripristinare il verde.
La richiesta di informazioni preventive non arriva soltanto dai residenti o dalla Lega. Dopo l’intervento in via Malpighi, anche le esponenti di Firenze Democratica Cecilia Del Re, Lara Arbo e Alessandra Gasperini hanno chiesto che gli abbattimenti programmati siano comunicati prima dell’arrivo delle squadre, distinguendoli dagli interventi urgenti per la pubblica incolumità.
Le scuse di Mossuto all’operaio erano dovute e non cancellano le critiche ricevute per i video. Allo stesso modo, quelle critiche non esauriscono la questione di viale dei Mille. Palazzo Vecchio ha ora l’occasione di rispondere nel merito: spiegare come fosse delimitata l’area, quali protezioni fossero previste per gli addetti e come fosse garantita la sicurezza dei passanti. È su questi elementi, verificabili, che si misura la tutela di chi lavora.
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