La saturazione turistica di Firenze non ha conseguenze solo sul mercato degli alloggi, ormai del tutto intasato dagli affitti brevi e sempre meno sostenibile per le tasche di tante persone.
Come scrive stamani La Nazione, approfondendo il tema dopo aver ricevuto la segnalazione di un residente, nel centro storico la tensione fra chi vive e chi visita la città sta diventando sempre più forte a causa del comportamento non sempre corretto, per usare un eufemismo, dei turisti.
Molti residenti lamentano schiamazzi e grida fino a tarda notte, il largo consumo di bevande alcoliche, il rumore di bar e ristoranti che rimangono aperti fino alle ore piccole attirando clientela. E i molti episodi di cafonaggine e maleducazione, come suonare i campanelli nel cuore della notte oppure abbandonare rifiuti e bottiglie in mezzo alla strada o sui marciapiedi.
E nonostante i vari interventi messi in campo dal Comune, come la stretta sui minimarket, la situazione rimane ampiamente frustrante per i cittadini, che quasi si sentono abbandonati dalle istituzioni e “un peso” per una città che ha fatto del turismo uno dei suoi fiori all’occhiello.
Ma che adesso prova a trovare un faticoso equilibrio fra industria e residenza.
Come scrive stamani La Nazione, approfondendo il tema dopo aver ricevuto la segnalazione di un residente, nel centro storico la tensione fra chi vive e chi visita la città sta diventando sempre più forte a causa del comportamento non sempre corretto, per usare un eufemismo, dei turisti.
Molti residenti lamentano schiamazzi e grida fino a tarda notte, il largo consumo di bevande alcoliche, il rumore di bar e ristoranti che rimangono aperti fino alle ore piccole attirando clientela. E i molti episodi di cafonaggine e maleducazione, come suonare i campanelli nel cuore della notte oppure abbandonare rifiuti e bottiglie in mezzo alla strada o sui marciapiedi.
E nonostante i vari interventi messi in campo dal Comune, come la stretta sui minimarket, la situazione rimane ampiamente frustrante per i cittadini, che quasi si sentono abbandonati dalle istituzioni e “un peso” per una città che ha fatto del turismo uno dei suoi fiori all’occhiello.
Ma che adesso prova a trovare un faticoso equilibrio fra industria e residenza.
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