Dedica alla città nel registro di Palazzo Vecchio

"Cara Firenze, città sul monte, seconda Gerusalemme, culla della civiltà del Mediterraneo, scopro oggi, nel giorno in cui lascio l'incarico di sindaco, di amarti profondamente, come amo me stesso. Ti lascio, colmo di gioia e gratitudine, nelle mani tenaci e amorevoli della prima donna sindaco della tua storia". Lo ha scritto Dario Nardella nel libro speciale delle dediche che c'è in Palazzo Vecchio lasciando alcune frasi a ricordo della sua esperienza di sindaco per 10 anni. Oggi è il giorno del passaggio delle consegne a Sara Funaro.
         
"Lascio col cuore colmo di gratitudine nei confronti dei fiorentini", "lo faccio portando con me ogni attimo di questi 10 lunghi anni come un album personale e pubblico allo stesso tempo - ha anche detto Nardella -. Ringrazio ogni donna e uomo che ha lavorato per questa amministrazione. Lo faccio con la serenità di aver dato tutto me stesso sia nei successi sia nei momenti difficili. Sara farà meglio di me e il bene di tutti i fiorentini".

     
Nardella ha regalato alla neosindaca una penna.

      
"E' la penna che porterò con me in questi anni che mi attendono - ha detto la stessa Funaro - e che si unisce a quello che è rimasto di una penna con la quale il mio nonno Piero Bargellini ha scritto tanti testi e con la quale ha dichiarato il suo amore per la città. Quelle penne saranno sul mio tavolo già da oggi e per sempre".

Tra gli oggetti simbolici che segnano la giornata in Palazzo Vecchio c'è anche una guida su
Firenze che Sara Funaro ha ricevuto da sua madre Antonina e che fu di Piero Bargellini, il nonno della nuova sindaca, intellettuale, esponente della Dc e amato sindaco dell'Alluvione del 1966. E' stato ricordato che Bargellini, lasciò tale guida, quando era assessore, al sindaco Giorgio La Pira, definendosi "assessore ossessionante", volendo così richiamare la sua caparbietà e la capacità di non mollare mai. Tali tratti storici di Firenze sono stati rievocati nella cerimonia odierna.
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