“Ho pensato di correre al Tour, poi ho visto Pogacar e ho lasciato perdere (ride, ndr). Ma l’ho subito salutato volentieri perché sono stato invitato all’ultima tappa dagli organizzatori. Per me è stato molto emozionante”
IL TOUR A FIRENZE – “Il nome della nostra città rimarrà iscritto nella storia di questo sport una volta in più. Portarlo a Firenze è stata una consacrazione per la nostra città. A Nizza ho visto grandi parole per l’organizzazione italiana, questo mi ha fatto molto piacere. C’è stato il passaggio di testimone, abbiamo dato il trofeo del Grand Depart ai rappresentanti della città di Lille. È stato il Tour dei record per tantissimi motivi. Sarà ricordato per decenni e i fiorentini di questo possono essere orgogliosi”
LASCITO – “La partenza del Tour ci lascia tre cose: intanto una rinnovata attenzione verso il ciclismo. Poi una promozione di una cultura di una mobilità sostenibile. La bicicletta non è soltanto agonismo, ma anche un metodo per muoversi. Firenze su questo negli ultimi anni ha fatto moltissimo. E poi ci lascia la promozione turistica in chiave sostenibile, puntando su nuove forme di turismo, come il cicloturismo, che sta diventando una bella realtà. Dietro alla bicicletta c’è un bellissimo universo.”
OLIMPIADI TOSCANA-EMILIA 2036 – “E’ un’idea che coltiviamo. Ci avevamo già pensato per il 2032. Penso che la Toscana abbia tutte le carte in regola per farcela. Ne ho parlato qui a Bruxelles con Bonaccini. Sarebbe un obiettivo da provare a raggiungere. Ormai le olimpiadi si organizzano su territori diversi e distribuiti. La provincia di Firenze è la prima per accessibilità allo sport in Italia. Avremmo già pronto il nuovo stadio e potrebbe esser messo a disposizione. Facendo squadra con un’altra regione potremmo distribuire meglio le discipline senza realizzare cattedrali nel deserto”
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