L’abate di San Miniato al Monte ricorda il Santo Padre dal quale fu chiamato per tenere degli esercizi spirituali

Padre Bernardo Gianni, abate dell'abbazia di San Miniato al Monte di Firenze, intervistato da Radio Toscana ha ricordato così il Santo Padre per il quale ha tenuto esercizi spirituali nel suo ruolo di predicatore apolistico: “La morte di Papa Francesco indubbiamente è una perdita che inquieta, perché tutti noi e in questo momento avevamo e abbiamo tanto bisogno di testimoni autorevoli e Papa Francesco lo era in sommo grado. Perché non parlava soltanto con l'intelligenza, il cuore, la parola, ma anche la forza del gesto e la coerenza, diciamo, di una di una vita. Ci auguriamo che lo Spirito Santo, come certo che accadrà, saprà condurre la Chiesa e affidarla a chi, come Papa Francesco, le ha restituito anche quell'autorevolezza capace di contribuire a quel coro, giustamente più ampio e purtroppo non universale, che invoca pace e giustizia per il mondo intero".

"Credo che uno dei verbi chiave - ha aggiunto l'abate - per comprendere, penso un po' anche alla psicologia oltre che alla spiritualità di questo straordinario testimone del Vangelo, sia accorciare: accorciare la distanza, accorciare tutto quello che in qualche misura ci impedisce di cogliere un dato essenziale, ovvero l'appartenenza di ognuno di noi a quella famiglia umana di cui Papa Francesco ha inteso svelarne le potenzialità di amore, ma anche le contraddizioni e le ferite. E di farlo riconducendoci con un'autorevolezza dialogante e rispettosa verso quella possibilità che il Vangelo insegna al nostro cuore, ovvero chiamare Dio Padre ed estendere dunque la categoria della fraternità il più possibile. Nella consapevolezza che il futuro della nostra convivenza è tanto quanto daremo futuro alla categoria della fraternità. Escludendo quindi dinamiche di violenza, di odio, di guerra, di tutto quello che invece purtroppo sembrano tenere in ostaggio il presente e soprattutto il futuro".
    
Per Padre Bernardo "quindi direi che il dialogo interreligioso e l'attenzione agli emarginati sono una delle tante sfaccettature riconducibili ad un'attitudine di esuberante umanità che peraltro abbiamo imparato ad amare nei suoi tra virgolette 'fuori programmi' e tutte quelle situazioni relazionali che dal dal basso verso l'alto lo hanno sempre avvicinato agli altri in una dimensione così generosa, disinteressata e prorompente".
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