Premesse: nessuno vuole cacciare prematuramente Raffaele Palladino; è giusto dare tempo ad un nuovo allenatore, che ha tanti alibi in questo avvio di stagione (dal mercato tardivo a tante difficoltà dei singoli); ci vuole fiducia nel lavoro; tutti (almeno coloro che hanno a cuore le sorti della Fiorentina) speriamo che con la Lazio domenica arrivino tre punti e risposte incoraggianti sotto l’aspetto del gioco. Poi c’è un ‘ma’ grosso come una casa: e se la Fiorentina dovesse perdere anche con la Lazio (con poi Empoli, Tns in Conference e Milan prima di un’altra sosta)?
A poco servirebbe fare il conto di quanti punti servirebbero per…quanti ne farebbe se…etc etc. Quel giochino del tre punti oggi, uno domani, non ha molto senso visto come la Fiorentina ha già toppato le prime tre gare stagionali con Monza, Venezia in casa e Parma fuori dove neanche il più pessimista dei pessimisti si sarebbe potuto immaginare che la squadra di Palladino avrebbe racimolato solamente 3 punti. Come a dire, la Fiorentina è già indietro per com’è partita e deve andare a riprendersi quei punti persi con brianzoli e lagunari al Franchi nelle prossime tre sfide, perché in fondo a Bergamo ci sta di perdere. Quindi, domenica, sotto coi tre punti, di riffa o di raffa.
Se questo non dovesse accadere, a quel punto sarebbe da valutare la prestazione, eventuali progressi o regressi e andare poi ad Empoli davvero come un dentro o fuori in attesa del Milan. E aggiungiamo a tutto ciò un altro aspetto: fin qui non solo la Fiorentina ha fatto pochi punti e non ha mai vinto, non solo lo ha fatto sfidando il Puskas Akademy, il Venezia e il Monza in casa, ma non ha neanche giocato se non nel primo tempo a Bergamo. Perché un conto è pareggiare perché prendi pali, traverse, sbagli rigori, domini e non concedi, un altro è non vincere non meritando quasi con nessuno dei modesti avversari con cui i viola avevano giocato prima di Bergamo.
Poi ci sono le statistiche e i precedenti, ricordate Iachini? Il buon Beppe venne esonerato alla settima giornata quando aveva 8 punti in classifica. Proiettandoci ad oggi, Palladino dovrebbe vincere due delle prossime tre gare con Lazio, Empoli e Milan per fare meglio di Iachini, oppure con una vittoria e due pareggi lo eguaglierebbe. E ripetiamo, venne esonerato. Mihajlovic, invece, venne esonerato alla decima giornata quando aveva fatto 12 punti, mentre Montella fu sollevato dall’incarico dopo 17 partite con la Fiorentina che aveva 17 punti. Tornando alle premesse, nessuno vuole cacciare Palladino, ma al tempo stesso non si può pensare che in caso di altri passi falsi con Lazio domenica, Empoli e Milan, senza vittorie, almeno una, la sua panchina possa dirsi così stabile.
Vero, i casi sopracitati degli esoneri di Mihajlovic e Iachini arrivarono al secondo anno, cioè dopo che ad entrambi era già stato dato del tempo. Ma nella settimana in cui Daniele De Rossi è stato esonerato a Roma, in un weekend in cui Fonseca rischia già grosso al Milan essendoci il derby, ecco che il discorso del dare tempo potrebbe cadere in un classico ‘ore di riflessioni’. E lo ripetiamo, nessuno se lo augura, ma se la Fiorentina dovesse arrivare al termine della sfida col Milan, cioè alla settima giornata, con 4-5-6-7 punti in classifica e i soliti problemi dietro, di gioco e di identità, sarebbe il caso di guardarsi attorno. Ovviamente, lo ribadiamo, non ce lo auguriamo. Ma insomma, come diceva qualcuno ‘dobbiamo dircelo chiaramente, il rischio c’è’.
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