Quando nel gennaio del 2019 Padre Bernardo ricevette una telefonata in cui dall’altra parte del telefono c’era una persona che diceva di essere Papa Francesco, inizialmente pensò ad uno scherzo. Ma non ci mise molto a capire che chi lo aveva contattato era proprio il Santo Padre.
Intervistato questa mattina da La Nazione, padre Bernardo, abate di San Miniato, ha raccontato cosa sia stato per lui il pontificato di Francesco e che ricordo conserva di Bergoglio.
“Era una persona capace di avvicinare al suo cuore tutti quelli che lo ascoltavano. Aveva un’intensità e un amore speciali” racconta padre Bernardo, che aggiunge di aver potuto conoscere di persona le qualità del Papa quando nel 2019 il Pontefice lo volle a guidare gli esercizi spirituali organizzati ad Ariccia.
Era per l’abate un momento di grande dolore, e come racconta, Francesco gli fu accanto, chiedendogli come stava la sua famiglia e facendolo sentire “umanamente e intimamente consolato”.
Per padre Bernardo, Bergoglio è stato “un uomo immerso nel Signore, capace di accorciare ogni distanza con la gente e di attingere al mistero dell’amore di Dio”, un papa umanista che ha rimesso i bisogni dell’essere umano al centro dell’azione della Chiesa. E soprattutto, un uomo che, come un suo predecessore, Giovanni Paolo II, ha consacrato la sua vita alla liturgia e alla Chiesa e che ha avuto “il coraggio di rimettere al centro del nostro sguardo il limite della fragilità del corpo”.
Come tutti, padre Bernardo e la comunità di San Miniato sono stati duramente colpiti dall’improvvisa morte del Pontefice, che sebbene debilitato nel corpo, ma non nello spirito, domenica è comunque apparso in San Pietro in occasione della Pasqua. Ma la sua morte, dice l’abate al quotidiano, lascia comunque un vuoto profondo.
Intervistato questa mattina da La Nazione, padre Bernardo, abate di San Miniato, ha raccontato cosa sia stato per lui il pontificato di Francesco e che ricordo conserva di Bergoglio.
“Era una persona capace di avvicinare al suo cuore tutti quelli che lo ascoltavano. Aveva un’intensità e un amore speciali” racconta padre Bernardo, che aggiunge di aver potuto conoscere di persona le qualità del Papa quando nel 2019 il Pontefice lo volle a guidare gli esercizi spirituali organizzati ad Ariccia.
Era per l’abate un momento di grande dolore, e come racconta, Francesco gli fu accanto, chiedendogli come stava la sua famiglia e facendolo sentire “umanamente e intimamente consolato”.
Per padre Bernardo, Bergoglio è stato “un uomo immerso nel Signore, capace di accorciare ogni distanza con la gente e di attingere al mistero dell’amore di Dio”, un papa umanista che ha rimesso i bisogni dell’essere umano al centro dell’azione della Chiesa. E soprattutto, un uomo che, come un suo predecessore, Giovanni Paolo II, ha consacrato la sua vita alla liturgia e alla Chiesa e che ha avuto “il coraggio di rimettere al centro del nostro sguardo il limite della fragilità del corpo”.
Come tutti, padre Bernardo e la comunità di San Miniato sono stati duramente colpiti dall’improvvisa morte del Pontefice, che sebbene debilitato nel corpo, ma non nello spirito, domenica è comunque apparso in San Pietro in occasione della Pasqua. Ma la sua morte, dice l’abate al quotidiano, lascia comunque un vuoto profondo.
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