'Vedo assenza di interesse da parte della politica nazionale' tuona Giancarlo Parissi

Sulle condizioni del carcere di Sollicciano, a Firenze, e sulle basse temperature d'inverno "occorrerà dividere i problemi della struttura dai problemi che è possibile affrontare. L'aspetto strutturale è una storia che non è affrontabile da questo tipo di tavolo, è responsabilità del dipartimento amministrazione centrale", "poi dobbiamo coinvolgere" a questo tavolo "il Ministero della Giustizia. Il fatto che la struttura non funzioni è competenza della politica", "io vedo assenza di interesse da parte della politica nazionale". Lo ha dichiarato Giancarlo Parissi, garante comunale dei detenuti, in occasione dell'avvio del tavolo permanente sul carcere, il cui primo incontro c'è stato oggi alla presenza, ha affermato Parissi, di membri "dei servizi interni, dei servizi esterni, della direzione e del garante. Oggi mancava il Serd interno, spero mancasse per altri impegni".
    
Se l'aspetto strutturale, in questa fase, è più complesso da affrontare, si può invece affrontare, ad esempio, quello "del problema delle dimissioni per evitare che la gente muoia sui marciapiedi tre giorni dopo l'uscita dal carcere", magari per motivi di salute.

      
Per Parissi "è la politica che deve telefonare, intervenire col Ministero: non c'è altra strada. Non credo si possa attribuire alla politica fiorentina qualche tipo di responsabilità". Sui servizi "io spero che il servizio della salute mentale del territorio della nostra Asl sia in grado di dialogare nei tempi giusti e nella maniera giusta col servizio salute mentale che opera all'interno di Sollicciano. Sembra semplice ma non lo è, per niente". Parissi ha poi detto che dentro il carcere "su circa 350 stranieri presenti, 300 sono senza permesso di soggiorno. Ho chiesto al Dap perché tutti gli stranieri senza permesso di soggiorno devono arrivare qui e non ho ricevuto risposta". 

Al tavolo era presente l'assessore al Welfare del Comune di Firenze Nicola Paulesu: "L'aspetto su cui intendiamo e possiamo agire è quello legato al percorso di emancipazione del detenuto. Questo avviene all'interno del carcere ma in modo particolare quando, all'esterno, ci sono le condizioni per un accompagnamento, un'accoglienza, un'inclusione, un rispetto dei diritti. La priorità che ci è sembrata più necessaria è proprio quella di creare le condizioni per un accompagnamento del detenuto all'uscita del carcere".

"Le condizioni di vita di Sollicciano non rispettano i principi di umanità e rieducazione - ha proseguito l'assessore - Per questo continuiamo a dire che dovrebbe essere abbattuto e ricostruito. La qualità dei percorsi e dei progetti dipende anche dalla qualità dell'ambiente dove questi nascono e si strutturano: all'interno di Sollicciano non ci sono più le condizioni, gli spazi, per realizzare alcuni percorsi progettuali".

Edoardo Amatgo, presidente della Commissione politiche sociali, ha commentato: "Abbiamo fatto tre mesi fa una richiesta per fare un ingresso a Sollicciano, ma siamo ancora in attesa di risposte dal Dap".
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