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All’ingresso al Franchi, molti tifosi si aspettavano un colpo d’occhio diverso, convinti che i lavori di ristrutturazione fossero già a uno stadio più avanzato. La stessa delusione è riaffiorata dopo Fiorentina-Napoli, chiusa sul 3-1 per gli azzurri: un match che ha avuto un padrone chiaro fino a quando la squadra di Conte ha deciso di accelerare, salvo poi gestire senza affanni nella fase finale.
L’esordio casalingo dei viola, soprattutto dopo le dichiarazioni estive, avrebbe dovuto mostrare ben altro volto, soprattutto al primo vero confronto con una big del campionato. Invece, per oltre un’ora, la Fiorentina è apparsa svuotata: fragile dietro, senza idee in mezzo e sterile davanti.
Il reparto arretrato è stato ancora una volta il punto debole. Comuzzo non sembra mentalmente pronto a caricarsi addosso questa maglia, Pongracic ha dato la sensazione di essere un corpo estraneo. Ma nemmeno la mediana ha offerto solidità, e in avanti l’incisività è rimasta pressoché nulla.
Il dato più sorprendente? Kean e Dzeko hanno trovato la via del gol con le rispettive nazionali, mentre in tre giornate nessun attaccante viola ha ancora segnato in Serie A. Un dettaglio che, seppur casuale, racconta bene la serata storta contro il Napoli: una batosta inattesa che però deve far riflettere e riportare la squadra alla realtà.
Adesso la palla passa a Pioli, chiamato a dare struttura e identità a un gruppo che sembra ancora confuso e troppo legato a vecchi schemi. L’allenatore dovrà diventare il vero valore aggiunto di questa Fiorentina, trasmettendo idee e carattere. Perdere con una corazzata come il Napoli è comprensibile, ma farlo senza lottare e regalando due reti per disattenzioni difensive brucia molto di più.
Il centrocampo chiede un faro e, al momento, l’unico nome spendibile resta Nicolussi Caviglia, in attesa che anche Fagioli ritrovi la condizione. Troppi giocatori non rendono come dovrebbero, e il tempo per trovare soluzioni è poco, perché il calendario non farà sconti.
La stagione è lunga e nulla è compromesso, ma il segnale che arriva da questo avvio è inequivocabile: così la Fiorentina non può andare lontano.
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