Utenti criticavano corpo docente di una scuola fiorentina

Un centinaio di insegnati dell'Istituto comprensivo di Montelupo Fiorentino, una scuola elementare e media in provincia di Firenze, ha firmato e diffuso una lettera in cui prendono posizione contro "l'assedio che colpisce il popolo palestinese da decenni e che ha assunto forme che molte voci autorevoli definiscono genocidiarie". La lettera ha provocato decine di critiche sui social, mentre con maestri e professori si è schierato il Pd locale.
     
"Il nostro lavoro - si legge nella lettera degli insegnanti - non si esaurisce nella trasmissione di conoscenze. Educare è un atto politico e morale: implica il coraggio di scegliere da che parte stare". Nella lettera si esprime "ferma condanna contro ogni forma di occupazione, apartheid, colonialismo e genocidio", si invita a "promuovere momenti di riflessione pubblica" e si chiede l'avvio di "soluzioni diplomatiche nel rispetto dell'autodeterminazione del popolo palestinese".

    
Parole che hanno provocato decine di commenti e critiche sui social, con gli utenti che accusano i prof di essere "poco professionali e molto schierati". "La scuola deve mostrare i fatti, non dire sa che parte stare"; "gli insegnanti non hanno diritto di indottrinare i ragazzi"; "la dovete smettere di fare politica nelle scuole statali" alcune delle critiche rivolte. E c'è anche chi ha minacciato una denuncia. A difesa degli insegnati è sceso in campo il Pd di Montelupo, sostenendo che i docenti hanno il "diritto a palesare le loro idee" e che "la scuola ha il dovere, promosso dalla Costituzione, di formare le coscienze critiche e di sviluppare negli studenti la capacità di leggere la realtà anche con lenti diverse".
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