Al netto di condizioni fisiche e o eventuali acciacchi, per qualcuno da smaltire per altri da buttarsi alle spalle, dovessimo fare oggi, a 8 giorni dal fischio d’inizio della finale di Atene con l’Olympiacos, il probabile undici della Fiorentina, il grosso sarebbe già scritto: Terracciano in porta, Dodo a destra e Biraghi a sinistra, Milenkovic difensore centrale con uno tra Ranieri e Quarta, Arthur o Mandragora a seconda di come starà il brasiliano con Bonaventura, a seconda di come starà Jack, Nico a destra, Kouame a sinistra, Beltran dietro a uno tra Nzola e Belotti.
A parte le più o meno lecite preferenze personali, per cui molti vorrebbero sempre Parisi e mai Biraghi, chi tizio e chi sempronio, e di quanta batteria avranno il 29, a livello di gerarchie molto appare già quasi scritto. Gli unici che ballano anche su questo per una maglia dal 1’ ad Atene sono il centravanti e il partner di Milenkovic dietro. Due caselle non certo banali nel giuoco del calcio, visto che uno ha il compito di impedire agli avversari di far male e l’altro di buttarla dentro.
RANIERI. Fino alla sfida dell’andata col Bruges, in pochi avrebbero scommesso su un tracollo di Luca Ranieri. Proprio lui, uno di quelli che non avevano quasi mai commesso errori, con prestazioni sempre attente e più che sufficienti, il più affidabile dei tre difensori centrali rispetto a Milenkovic e Quarta. Se l’argentino, con qualche gol pesante, ha spesso messo una toppa a svariati svarioni difensivi, il serbo ha vissuto una stagione sottotono sostanzialmente dall’inizio alla fine. Tanto che, nelle sfide cruciali, spesso sono stati proprio quest’ultimi due a riposare a turno, con Ranieri sempre in campo. Poi l’errore coi belgi, bissato dal pasticcio di Verona in compartecipazione con Christensen in occasione del vantaggio dell’Hellas. E da lì è praticamente scomparso, giocando solo qualche secondo di partita a Bruges al ritorno. E adesso? Potrebbe tornare in campo a Cagliari, giovedì, per provare a rimettere in discussione un tandem di centrali che ad oggi, in vista di Atene, vede favoriti proprio Milenkovic e Quarta. Che, intendiamoci, non hanno fatto partite da dieci, nel frattempo, anzi…Ranieri ci prova, insomma.
NZOLA. Nello stesso lasso di tempo è accaduto l’esatto contrario a Nzola. Proprio da quel match col Bruges, quando Belotti si era ri-sbloccato dopo il lungo digiuno segnando nel primo tempo il gol del momentaneo 2-1, l’angolano ha saputo cogliere il momento per tornare almeno un’alternativa da prendere in considerazione. Gol ai belgi allo scadere, rigore procurato decisivo a Bruges, gol col Napoli di destro. Nel mentre, invece, il Gallo ha dovuto fare i conti con una fastidiosa lombalgia che, ad oggi, pone a serio rischio la sua titolarità con l’Olympiacos. A Cagliari Nzola potrebbe avere un’altra chance di aumentare le sue probabilità di partenza dal 1’ ad Atene. E sarebbe un qualcosa di pazzesco pensando a come stavano le cose fino ad un mese fa, quando a Salerno Italiano schierò Barak centravanti pur di far rifiatare Belotti, o Kouame, non convocando neppure Nzola per cinque gare di fila. M’Bala ci prova, insomma.
FINALE. Nel mirino c’è un obiettivo, chiaro: andare a prendersi la coppa ad Atene, magari da protagonisti. Il treno per la titolarità del 29 passa anche da Cagliari.
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