Un grande parco urbano multifunzionale, pensato per valorizzare la natura, offrire servizi pubblici e rigenerare il territorio senza nuovo consumo di suolo. È la proposta messa a punto dal comitato Territorio e buonsenso del Crocifisso, che oggi presenta ufficialmente il masterplan alternativo per l'area della Terrazza sul Padule a Signa (Firenze), come risposta concreta al piano operativo in fase di approvazione da parte del Comune di Signa, che invece prevede il passaggio a terreno fabbricativo di oltre 114.000 metri quadri di suolo agricolo.
Il progetto - curato dagli architetti Alessandro D'Acunto e Roberto Candelora e dal geometra Paolo Romagnoli - nasce dall'ascolto dei cittadini e dalla volontà di offrire un'idea di sviluppo più sostenibile, capace di coniugare tutela ambientale, benessere collettivo e visione urbanistica di lungo periodo. Il Crocifisso, si spiega, non è un "vuoto urbano" da riempire, ma uno degli ultimi affacci naturali sul Padule: un ecosistema prezioso, una risorsa paesaggistica e un'occasione unica per costruire un legame virtuoso tra natura e città. Il cuore del masterplan è la creazione di un parco lineare, che segue l'andamento naturale del territorio e si articola in una rete di funzioni pubbliche e corridoi verdi. Percorsi ciclopedonali in ghiaia stabilizzata, alberature autoctone, aree per la sosta e la didattica ambientale compongono l'ossatura del progetto. A questi si affiancano spazi dedicati allo sport, alla cultura, alla socialità, all'educazione ambientale e alle microeconomie sostenibili.
Il masterplan, si spiega ancora, "non è un progetto chiuso, ma una proposta che punta a valorizzare e connettere le realtà già presenti sul territorio - come gli orti sociali, il campo da calcio, il maneggio e il lago per la pesca sportiva - rafforzando un sistema di spazi aperti, accessibili e vitali. Un sistema integrato che dialoga con i percorsi naturalistici del Padule, oggi già meta di visite guidate e attività all'aria aperta". Per far diventare il masterplan realtà, il comitato lancia un appello a tutti i soggetti che hanno a cuore il futuro di questo territorio: istituzioni pubbliche, fondazioni, imprese e realtà del terzo settore. La richiesta del comitato è chiara: "Stralciare l'edificazione prevista dal piano operativo attuale e avviare un percorso di reale partecipazione per restituire alla città uno spazio che può diventare un modello di rigenerazione urbana e ambientale".
Il progetto - curato dagli architetti Alessandro D'Acunto e Roberto Candelora e dal geometra Paolo Romagnoli - nasce dall'ascolto dei cittadini e dalla volontà di offrire un'idea di sviluppo più sostenibile, capace di coniugare tutela ambientale, benessere collettivo e visione urbanistica di lungo periodo. Il Crocifisso, si spiega, non è un "vuoto urbano" da riempire, ma uno degli ultimi affacci naturali sul Padule: un ecosistema prezioso, una risorsa paesaggistica e un'occasione unica per costruire un legame virtuoso tra natura e città. Il cuore del masterplan è la creazione di un parco lineare, che segue l'andamento naturale del territorio e si articola in una rete di funzioni pubbliche e corridoi verdi. Percorsi ciclopedonali in ghiaia stabilizzata, alberature autoctone, aree per la sosta e la didattica ambientale compongono l'ossatura del progetto. A questi si affiancano spazi dedicati allo sport, alla cultura, alla socialità, all'educazione ambientale e alle microeconomie sostenibili.
Il masterplan, si spiega ancora, "non è un progetto chiuso, ma una proposta che punta a valorizzare e connettere le realtà già presenti sul territorio - come gli orti sociali, il campo da calcio, il maneggio e il lago per la pesca sportiva - rafforzando un sistema di spazi aperti, accessibili e vitali. Un sistema integrato che dialoga con i percorsi naturalistici del Padule, oggi già meta di visite guidate e attività all'aria aperta". Per far diventare il masterplan realtà, il comitato lancia un appello a tutti i soggetti che hanno a cuore il futuro di questo territorio: istituzioni pubbliche, fondazioni, imprese e realtà del terzo settore. La richiesta del comitato è chiara: "Stralciare l'edificazione prevista dal piano operativo attuale e avviare un percorso di reale partecipazione per restituire alla città uno spazio che può diventare un modello di rigenerazione urbana e ambientale".
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