"Il genocidio è un reato molto difficile da provare, però neanche bisogna scoraggiarsi troppo, perché si può dedurre dai comportamenti, alle modalità di azione, dalle circostanze, soprattutto da dichiarazioni dell'imputato". Lo ha affermato Silvana Arbia, ex procuratrice del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda, osservando che "siamo ancora in mezzo a possibili genocidi, a possibili crimini di guerra, crimini contro l'umanità: le lezioni non sono state imparate".
Arbia, intervenendo a un'iniziativa promossa a Firenze dal Centro per l'Umanesimo Contemporaneo e dall'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, ha sottolineato che "il genocidio ha anche la caratteristica di essere punibile come tentativo, anche se non si consuma il reato, com'è punibile la complicità, e qui direi che bisogna veramente riflettere molto, soprattutto oggi. La complicità del genocidio significa ogni forma di aiuto, di sostegno, anche solo un incoraggiamento, se è commesso con la consapevolezza che quell'incoraggiamento, quell'aiuto si sta offrendo a chi commette genocidio".
Arbia, intervenendo a un'iniziativa promossa a Firenze dal Centro per l'Umanesimo Contemporaneo e dall'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, ha sottolineato che "il genocidio ha anche la caratteristica di essere punibile come tentativo, anche se non si consuma il reato, com'è punibile la complicità, e qui direi che bisogna veramente riflettere molto, soprattutto oggi. La complicità del genocidio significa ogni forma di aiuto, di sostegno, anche solo un incoraggiamento, se è commesso con la consapevolezza che quell'incoraggiamento, quell'aiuto si sta offrendo a chi commette genocidio".
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