Come riporta stamani La Nazione, l’ennesimo suicidio in un carcere italiano, il terzo in nove mesi a Sollicciano, accende nuovamente, senza che si fossero mai spenti, i riflettori sulle situazione terribile che detenuti e personale penitenziario affrontano quotidianamente.
Tra muffe, cado soffocante in estate, infiltrazioni, umidità, insetti e, soprattutto, sovraffollamento, il carcere fiorentino torna nuovamente al centro della polemica dopo l’estremo gesto compiuto dalla giovane detenuta 26enne condannata, in rito abbreviato, dopo l’aggressione al pensionato avvenuta ad agosto scorso.
Contro le condizioni del carcere tuona l’arcivescovo Gambelli, che parla di un “luogo di disperazione” con detenuti “costretti in condizioni troppo spesso disumane e inaccettabili”, al quale si unisce l’assessore comunale al Welfare Nicola Paulesu, che parla di condizioni “prive di dignità” sia per chi vi si trova rinchiuso sia per chi ci lavora.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche i sindacati, con Uilpa e Osapp che tornano, per l’ennesima volta, a denunciare la grave carenza di personale.
Al quotidiano il garante dei detenuti del Comune di Firenze, Giancarlo Parissi, mette in fila i tantissimi problemi della struttura, a cominciare dalle criticità che già tre anni dopo l’inaugurazione cominciavano a manifestarsi.
Per Parissi, che denuncia l’azione poco incisiva del Governo e la totale assenza di iniziativa da parte del ministero, demolire in toto Sollicciano è pressoché impossibile, per questo più incisivo sarebbe partire dalle azioni più concrete, come il potenziamento dei servizi di supporto psicologico e mediazione culturale, oppure sistemare le aule adibite ai colloqui fra detenuti e operatori, sistemandole con tavoli e sedie (i colloqui avvengono in piedi) e ripulendole dalle tracce di piccioni.
Tra muffe, cado soffocante in estate, infiltrazioni, umidità, insetti e, soprattutto, sovraffollamento, il carcere fiorentino torna nuovamente al centro della polemica dopo l’estremo gesto compiuto dalla giovane detenuta 26enne condannata, in rito abbreviato, dopo l’aggressione al pensionato avvenuta ad agosto scorso.
Contro le condizioni del carcere tuona l’arcivescovo Gambelli, che parla di un “luogo di disperazione” con detenuti “costretti in condizioni troppo spesso disumane e inaccettabili”, al quale si unisce l’assessore comunale al Welfare Nicola Paulesu, che parla di condizioni “prive di dignità” sia per chi vi si trova rinchiuso sia per chi ci lavora.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche i sindacati, con Uilpa e Osapp che tornano, per l’ennesima volta, a denunciare la grave carenza di personale.
Al quotidiano il garante dei detenuti del Comune di Firenze, Giancarlo Parissi, mette in fila i tantissimi problemi della struttura, a cominciare dalle criticità che già tre anni dopo l’inaugurazione cominciavano a manifestarsi.
Per Parissi, che denuncia l’azione poco incisiva del Governo e la totale assenza di iniziativa da parte del ministero, demolire in toto Sollicciano è pressoché impossibile, per questo più incisivo sarebbe partire dalle azioni più concrete, come il potenziamento dei servizi di supporto psicologico e mediazione culturale, oppure sistemare le aule adibite ai colloqui fra detenuti e operatori, sistemandole con tavoli e sedie (i colloqui avvengono in piedi) e ripulendole dalle tracce di piccioni.
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