Biti: 'Si conclude il percorso iniziato nel 2023 per ricordare questa figura di primissimo piano'

Il Comune di Firenze ha apposto una targa per ricordare il campione italiano ed europeo di pugilato Mario D'Agata nella casa in viale Aleardi. La cerimonia, riporta Palazzo Vecchio, si è svolta ieri alla presenza, tra gli altri, dell'assessora alla toponomastica Caterina Biti e della figlia del campione, Annamaria D'Agata. Nonostante la sordità, riuscì infatti a diventare prima professionista e poi campione di pugilato.
    
"Con la cerimonia di oggi si conclude un percorso iniziato nel 2023 con una mozione della commissione consiliare cultura e sport e del Consiglio comunale che invitava la giunta a collocare una targa per ricordare questa figura di primissimo piano nello sport italiano - dichiara Biti -. Un invito raccolto che con una delibera ha dato seguito a questa richiesta. E oggi siamo qui, con la figlia, per scoprire questa targa collocata dove D'Agata visse per oltre 40 anni e con cui vogliamo ricordare una figura non solo per gli indubbi meriti sportivi: la sua vita è una testimonianza di forza di volontà, passione e tenacia e rappresenta un esempio non solo per gli sportivi ma per tutti noi".

    
"Mario D'Agata ha dimostrato che nello sport non esistono barriere insuperabili, che la volontà è più forte delle limitazioni - aggiunge l'assessora allo sport Letizia Perini - E' stato una leggenda del pugilato e un simbolo di determinazione, talento e passione".

     
Mario D'Agata nacque ad Arezzo il 29 maggio 1926. Appassionato di pugilato, nel 1950 diventò professionista. La federazione all'inizio bocciò la sua richiesta perché venne accertato che D'Agata non percepiva il suono del gong ad inizio e fine di ogni ripresa. Tuttavia con caparbietà, nel 1952, ottenne la licenza diventando il primo 
pugile sordo a competere a livelli professionistici. Mario D'Agata diventò campione italiano dei pesi gallo nel 1953 e, successivamente, campione europeo e campione del mondo dei pesi gallo. Dal 1956 visse a Firenze, nell'abitazione in viale Aleardi, fino alla sua morte avvenuta nel 2009.
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