La Repubblica Firenze stamattina analizza i dati elaborati dall’Ars (agenzia regionale sanitaria) e dalla Laboratorio Mes dell’università Sant’Anna di Pisa relativi alla mortalità di malattie cardiovascolari e oncologiche sulla popolazione toscana.
Incrociando e analizzando i risultati degli studi il quotidiano afferma che, contrariamente a quanto spesso si dice, nelle città si vive meglio e, soprattutto, più a lungo, nonostante il rumore, il traffico e lo stress.
Analizzando i dati del rapporto “Welfare e salute” dell’Ars, il quotidiano riferisce che emerge che nella città di Firenze, la più grande e trafficata del territorio regionale, il tasso di mortalità è il più basso della Toscana, 757 su centomila contro una media regionale di 836, ma a questo dato fa da contraltare quello di Livorno (890).
Sempre Livorno conquista un poco invidiabile primato, ovvero quello di città nella quale si perdono più anni di vita, cioè quante persone muoiono prima di raggiungere i 75 anni, attestandosi a 3600 ore su centomila, mentre i territori delle Asl Tc e Asl Se registrano risultati migliori.
A spiegare i dati raccolti dagli studi è il dottor Fabio Voller, dell’Ars, secondo il quale sulla mortalità incidono numerosi fattori, da quello ambientale agli stili di vita, dalla situazione sociale ed economica di un certo territorio all’accessibilità fisica delle cure.
L’accesso alle cure, secondo il quotidiano, può spiegare le differenze di mortalità per le malattie cardiovascolari, con una media regionale di 245 decessi su centomila abitanti, più bassa a Firenze (208) e più alta in Lunigiana (300). Oppure per le malattie oncologiche.
Incrociando e analizzando i risultati degli studi il quotidiano afferma che, contrariamente a quanto spesso si dice, nelle città si vive meglio e, soprattutto, più a lungo, nonostante il rumore, il traffico e lo stress.
Analizzando i dati del rapporto “Welfare e salute” dell’Ars, il quotidiano riferisce che emerge che nella città di Firenze, la più grande e trafficata del territorio regionale, il tasso di mortalità è il più basso della Toscana, 757 su centomila contro una media regionale di 836, ma a questo dato fa da contraltare quello di Livorno (890).
Sempre Livorno conquista un poco invidiabile primato, ovvero quello di città nella quale si perdono più anni di vita, cioè quante persone muoiono prima di raggiungere i 75 anni, attestandosi a 3600 ore su centomila, mentre i territori delle Asl Tc e Asl Se registrano risultati migliori.
A spiegare i dati raccolti dagli studi è il dottor Fabio Voller, dell’Ars, secondo il quale sulla mortalità incidono numerosi fattori, da quello ambientale agli stili di vita, dalla situazione sociale ed economica di un certo territorio all’accessibilità fisica delle cure.
L’accesso alle cure, secondo il quotidiano, può spiegare le differenze di mortalità per le malattie cardiovascolari, con una media regionale di 245 decessi su centomila abitanti, più bassa a Firenze (208) e più alta in Lunigiana (300). Oppure per le malattie oncologiche.
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