Nelle 15 strutture emodinamiche della sanità pubblica toscana lavorano un'ottantina di cardiologi, con oltre 16.870 coronagrafie fatte in un anno

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Le patologie cardiovascolari sono la principale causa di morte in Italia, ma in Toscana grazie alla forte collaborazione tra territorio, 118 ed ospedale si muore di infarto meno che nel resto d'Italia: il tasso regionale è pari al 5,69 contro il 7,42 di quello nazionale. Nelle 15 strutture emodinamiche della sanità pubblica toscana lavorano un'ottantina di cardiologi, con oltre 16.870 coronagrafie fatte in un anno e 8.200 angioplastiche. È quanto emerso in occasione del 'Festival dell'identità - La Toscana della salute del cuore' che si è svolto nella sede della Regione Toscana.
    
Un evento per fare il punto sulla sanità toscana e sulle pratiche virtuose. I quattro centri che dispongono di cargiochirurgia assicurano, ad esempio, il trattamento della valvola aortica, mitralica e tricuspide attraverso l'approccio percutaneo, ovvero con un semplice forellino sulla gamba: un intervento meno invasivo con cui trattare pazienti anche con più di 75 anni o fragili. Inoltre, secondo i report di Agenas in Toscana si contano diffusi risultati clinici al di sopra della media nazionale: su 1418 interventi di bypass aorto-coronarico il tasso di mortalità è quasi la metà di quello nazionale (1,2 contro 2,17) e su 3.682 interventi di valvuplastica la mortalità registrata è 1,36 contro 2,42.

     
Il diritto alla salute, ha detto l'assessore regionale Simone Bezzini, fa "parte dell'identità fondativa di questa regione. Un diritto messo a rischio dai tagli alla sanità pubblica. Il problema della risorse e dei medici che non si trovano non è da sottovalutare. Ma dobbiamo trovare un nuovo equilibrio tra bisogni, la demografia che cambia e la sostenibilità del sistema e dunque spingere sulle innovazioni".
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