Una settimana di eventi, la presentazione delle squadre il 27 giugno, partenza della prima tappa il 29. Disagi alla circolazione. Ma un indotto da 20,7 milioni di euro solo di spesa diretta

Qualcosa come 1.800 ordinanze stradali tra divieti di sosta e accesso. Ottomila transenne da sistemare lungo il percorso e ancor prima da trovare, perchè non bastano quelle di Sas nè quelle di Avr ed è in corso una caccia in tutta Italia. Un plotone uomini della gendarmeria francese in arrivo, un migliaio secondo le informazioni che stanno circolando nelle riunioni organizzative preparatorie. Le stesse dove più di qualche tensione sta rimbalzando con la Questura e la Polizia di stato italiana, pare piuttosto contrariate per la sovrapposizione con la gendarmeria sulla gestione dell’evento dal punto di vista della sicurezza stradale e della vigilanza lungo il percorso. E poi l’Antiterrorismo a lavoro per stabilire protocolli e misure speciali da adottare dal momento che gli occhi del mondo saranno puntati su Firenze e un’enorme quantità di persone si fionderà lungo il percorso e alle attrazioni previste: 300 mila stimati solo per i 3 giorni clou 27-29 giugno tra turisti e residenti di Firenze e della provincia.

I francesi lo chiamano “Grand depart” ma va detto che di grande ci sarà anche l’impatto sulla città. La partenza del Tour de France 2024 fissata per il prossimo 29 giugno da Firenze si annuncia un ciclone. Sarà preceduta da una settimana di allestimenti ed eventi paralleli di grossa portata, degni del terzo evento sportivo globale per seguito dopo Olimpiadi e mondiali di calcio. Basti pensare al solo fatto che la carovana gialla, quella dei veicoli degli organizzatori, è stimata in 1.200 macchine. E lo staff non sarà di meno di 4.000 persone. Dal 22 giugno via alla preparazione del quartier generale del Tour alle Cascine, all’allestimento della mega sala stampa per i 2.500 giornalisti al Maggio, alla realizzazione del “Fan Park” in piazza Santa Croce, una specie di grande luna park del Tour con merchandising e attrazioni sportive.

E poi tutto il resto: la chiusura del viale dei colli e del piazzale Michelangelo il 27 giugno per la grande presentazione delle squadre che prima incontreranno il direttore della manifestazione Cristian Proudhomme in Palazzo Vecchio e poi saliranno in collina in bici, nel pomeriggio; il traffico off limits in mezza città il 29 per la partenza vera e propria, che peraltro in caso di ballottaggio il 23-24 sarà certo il primo grosso evento del nuovo sindaco. Le squadre muoveranno dalle Cascine, quindi direzione centro, lo start ufficiale sarà quindi da piazza Signoria, Ponte Vecchio, di nuovo piazzale Michelangelo e poi giù in piazza Ferrucci verso il Viola Park di Bagno a Ripoli passando per piazza Bartali, omaggio al leggendario Ginettaccio. Tutti i dettagli delle strade chiuse e dei divieti di sosta sono ancora in lavorazione negli uffici della mobilità di Palazzo Vecchio. Anche la finale del calcio storico è già stata anticipata al 15. Ma il conto alla rovescia per il ciclone Tour è già scattato.

Non c’è dubbio che si tratterà di un evento di rilevanza internazionale, in grado di attivare un indotto gigantesco sul territorio metropolitano fiorentino: si parla, secondo l’Irpet, di 20,7 milioni di euro di spesa tra organizzatori e turisti. Almeno 9,6 milioni per servizi della ristorazione, 5,8 milioni a lla rete commerciale, 9 milioni per la ricettività. Proprio gli alberghi sono uno dei temi che in questi giorni si sta affrontando in Palazzo Vecchio: è già quasi tutto sold out ma le camere che ancora si trovano sono a cifre folli, un giro su Booking basta per verificare che tra il 27 e il 29 giugno una doppia in un 4 stelle in città può arrivare a 400 euro a notte. Molto il Tour porterà anche dopo, per così dire. Sermpre l’Irpet ha stimato che il valore commerciale dell’esposizione mediatica di Firenze nei giorni dell’evento potrebbe essere di circa di 4 milioni di euro considerando i 170 milioni di telespettatori stimati a tappa, mentre il valore della visibilità su scala mondiale potrebbe raggiungere i 60 milioni. Cifre paurose. Eppure lo sforzo organizzativo previsto sarà enorme. Paragonabile forse a quello per i mondiali di ciclismo del 2013. Meglio armarsi di pazienza a fine giugno.

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