Il nuovo anno scolastico porta con sé i soliti problemi per studenti e pendolari dell’area fiorentina. Nel Valdarno pesa la prospettiva che, dal gennaio 2026, i regionali possano essere dirottati sulla linea lenta per limiti di velocità imposti da Art, con viaggi più lunghi di 15-20 minuti. La Regione ha acquistato nuovi treni Pop idonei alla Direttissima, ma non entreranno in servizio prima del 2026-2027. Intanto pendolari e sindaci chiedono una deroga: il ministro Salvini ha aperto alla possibilità.
In Mugello, oltre a ritardi e corse soppresse, gli studenti dovranno fare i conti con tempi di percorrenza allungati a causa di frane, mentre la Faentina resta un’incognita per chi studia in Romagna, con frequenti sospensioni per maltempo.
Criticità anche a Calenzano, dove la stazione decentrata e con pochi collegamenti penalizza gli studenti del Design Campus, costretti spesso a spostarsi in auto fino a Sesto per prendere il treno. A Sesto, invece, il servizio ferroviario è più regolare, ma mancano collegamenti efficienti col polo scientifico universitario, in attesa della futura tramvia. Sul fronte bus, le corse restano insufficienti, specie per le frazioni collinari e per comuni come Reggello, dove il treno non arriva.
Il quadro complessivo è di una mobilità scolastica ancora fragile, tra vecchie carenze strutturali e nuove sfide logistiche che rischiano di aggravare i disagi quotidiani di studenti e famiglie.
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