Incontro tra i responsabili e i cittadini del quartiere: “Mai ricevuto documenti”

La fresa Iris ha scavato circa 600 metri, nel weekend ha superato il supermercato Esselunga di via Masaccio e nei prossimi giorni sottoattraverserà via Maruffi per poi spostarsi nella parte iniziale di viale don Minzoni in corrispondenza di piazza della Libertà, dove dovrebbe passare a metà aprile.

A fare il punto sullo stato di avanzamento dello scavo per il passante dell’Alta velocità a Firenze sono stati l’ingegnere Fabrizio Rocca, responsabile dei progetti fiorentini di Rfi e l’ingegnere Alessandro Zurlo assistente del direttore tecnico del consorzio Florentia. All’auditorium della scuola Dino Compagni, un’ottantina le persone presenti, hanno illustrato il progetto e risposto alle domande dei residenti della zona di Campo di Marte (non tutte, in diversi sono rimasti a bocca asciutta perché il tempo era scaduto e i locali dovevano essere liberati) preoccupati per le crepe nei muri apparse in vari edifici dopo il passaggio della ‘talpa’; anche se, è stato specificato, le numerose lamentele hanno ‘partorito’ soltanto due segnalazioni concrete.

Tra interventi sulla reale utilità dell’opera come Tiziano Cardosi del comitato No Tunnel Tav “è un errore urbanistico colossale avere un sistema ferroviario con due stazioni separate tra loro” e perplessità sui costi ‘esplosi’, diversi residenti si sono invece concentrati sui ‘testimoniali di stato’, i documenti che fotografano le condizioni strutturali degli edifici prima del passaggio della talpa.
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