La Fiorentina ha bisogno di vincere. In generale, vista la lunga astinenza di trofei che dura da oltre 20 anni, ma anche (più) nel particolare: oggi coi modesti cechi del Sigma Olomouc e domenica contro la capolista Roma.
Due gare che i viola di Stefano Pioli giocheranno al Franchi, davanti al proprio pubblico, che sui gradoni di Campo di Marte non vedono la loro squadra vincere da quando su quella panchina c'era ancora Palladino e, ironia della sorte, sull'altra c'era Italiano, fresco vincitore della Coppa Italia. Quel 3-2 del 18 maggio al Bologna, di cui si ricordano soprattutto cori di contestazione, striscioni e fischi permise a quella Fiorentina di tenersi aperte le porte per l’Europa, che sarebbe stata poi ottenuta a Udine. Ma anche lì…nonostante fosse arrivato il miglior piazzamento della gestione Commisso, ovvero il sesto posto, arrivarono sonori fischi e contestazioni. Il resto è storia recente.
Con l’arrivo di Pioli si è alzato l’asticella, ‘si diceva’. Lo diceva il club, il tecnico e i giocatori. Fin qui, però, sul campo non si è visto nulla di minimamente corrispondente tra fatti e ambizioni sventagliate in estate. Due vittorie ottenute nel playoff di Conference contro gli ucraini del Polissya, di cui quella interna giocata a Reggio Emilia in uno straziante 3-2 in rimonta, poi un battesimo al Franchi terribile, col Napoli, ed un secondo tempo orribile col Como, per un altro ko. Anche queste due gare, in continuità con l’ultima dell’anno scorso giocata al Franchi, seguita da copiosi fischi e contestazioni. 7 gare ufficiali, di cui l’ultima a Pisa, 3 terminate tra fischi e contestazioni. Le ultime 3, dettaglio non da poco.
Ecco dunque l’occasione per ritrovare un po’ di fiducia. Oggi, col Sigma, serve vincere e farlo mostrando progressi. Un giovedì da cui trarre ottimismo in vista di domenica, quando a Firenze arriverà la Roma che guida la Serie A, con poi all’orizzonte una sosta e soprattutto un poker di avversari terribili come Milan, Bologna e Inter. Nel mezzo anche il Rapid a Vienna in Conference. Un filotto di partite, a cominciare da quella di oggi, in cui o la Fiorentina svolta, o Pioli trova la chiave, oppure quei sogni di gloria che c’erano un paio di mesi fa potrebbero trasformarsi in incubi.
Meglio non pensarci. D’altronde, fin qui, è stato tutto talmente brutto da apparire già, a suo modo, come un incubo. Da cui, però, c’è ancora modo di svegliarsi. Come? Vincendo, iniziando a trovare una propria identità di gioco ed evidenziando passi in avanti. Perché se, oggi col Sigma e domenica con la Roma, la Fiorentina dovesse uscire ancora con le ossa rotte, fischi e contestazioni potrebbero farsi ancor più sonori. E a quel punto davvero ci sarebbe di che preoccuparsi. Quindi, come da premessa: ‘Vinciamo? E’ troppo tempo che non lo facciamo…’.
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