La Fiorentina torna al successo. Lo fa in Conference, con un rotondo 0-3, contro un modesto Rapid Vienna. Era scontato? No, non solo perché in Europa ogni gara nasconde le sue insidie, ma anche perché in Austria i viola avevano molto da perdere e poco da guadagnare. Un passo falso anche in coppa, dopo i miseri 3 punti raccolti nelle prime 7 giornate di campionato, avrebbe dato un’altra mazzata alle speranze di risalita in Serie A e alimentato il vento del pessimismo.
Eppur si muove! La Fiorentina è viva. Lo ha dimostrato andando a prendersi un successo a Vienna con pieno merito, ritrovando un po’ di fiducia sia a livello collettivo che individuale. Bene Fagioli, finalmente, positivo Ndour, prezioso Dzeko, ottime risposte da Fortini e buoni segnali di ripresa anche da Comuzzo. Non benissimo, invece, Pablo Marì e Piccoli. Poi, come accade da ormai 4 anni a questa parte, va sempre parametrato il livello dell’avversario, per cui guai a pensare che la Fiorentina sia guarita. Anzi. Domenica contro il Bologna i viola saranno chiamati a nuovi esami.
La classifica del campionato è orrenda. La Fiorentina è ultima, con due sfide all’orizzonte dall’alto coefficiente di difficoltà come quella di domenica coi rossoblu di Italiano e quella di mercoledì contro l’Inter, prima di ritrovarsi a sfidare il Lecce in quella che sarà la decima giornata di campionato. I punti ottenuti sin qui sono 3. Arrivare alla gara coi salentini con almeno 4 punti in più in classifica rispetto agli attuali sarebbe vitale. Se dovessero arrivare altri due ko, o comunque non più di un punto, allora ci sarebbe di che preoccuparsi (seriamente). Ma, intanto, la Fiorentina si muove. E considerando com’erano arrivati i ko con Roma e Milan nelle due partite precedenti, fa parzialmente ben sperare.
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