In occasione delle celebrazioni del 25 Aprile verrà raccontata per la prima volta in un docufilm la vicenda dell'antifascista di San Casciano Val di Pesa, Dante Tacci (1896-1989), che nel Ventennio fu incarcerato alle Murate di Firenze come dissidente del Regime, ma rifiutò poi la grazia offerta dal Duce. Il racconto della sua figura viene sviluppato dalla figlia, Rosanna Tacci, 88 anni, in un lavoro realizzato per l'Anpi con la regia di Carolina Mancini e intitolato 'A casa nostra c'era la libertà, Rosanna e Dante Tacci' con il contributo del Comune e in collaborazione con l'Istituto Storico Toscano della Resistenza e le associazioni La Porticciola e L'Arsomiglio.
Dante Tacci era nato a San Casciano nel 1896, era iscritto da socialista al Pci. Per la sua attività di opposizione al regime fascista nel 1928 fu condannato dal Tribunale Speciale. Dopo la Liberazione fu uno dei promotori del Comitato Nazionale di Liberazione della Toscana. Morì all'età di 93 anni.
"Non solo ho ripercorso quell'inalienabile sensazione di asfissia che percepivo da bambina infelice - spiega in un comunicato Rosanna Tacci -, ritenuta diversa, perché figlia di un antifascista, ma ho riaffermato l'orgoglio che gradualmente cresceva in me per un padre che non accettò la grazia di Mussolini in quanto pensava che accettarla sarebbe stato come ammettere di aver commesso una colpa".
Nel film Rosanna Tacci rivive i momenti più dolorosi. "All'assenza di libertà e al dolore dell'infanzia rubata - ricorda - si è aggiunta la pagina di una violenza inaudita, fisica e morale, di cui ancora porto i segni. Ricordo che durante un colloquio col babbo nel Carcere delle Murate, nel 1944, nell'abbracciarlo per salutarlo uno dei secondini si mise ad urlare contro di me pensando che avessi un'arma nascosta e da quel momento iniziò la mia tortura, mi denudarono senza scrupoli e iniziarono a toccarmi mentre i miei genitori disperati imploravano i militari nazifascisti di fermarsi perché alla fine io ero solo una bambina e non avevano il diritto di violare il mio corpo".
La proiezione cinematografica (ingresso libero) è venerdì 26 aprile alle ore 21 al Cinema Teatro Everest di San Casciano Val di Pesa.
Dante Tacci era nato a San Casciano nel 1896, era iscritto da socialista al Pci. Per la sua attività di opposizione al regime fascista nel 1928 fu condannato dal Tribunale Speciale. Dopo la Liberazione fu uno dei promotori del Comitato Nazionale di Liberazione della Toscana. Morì all'età di 93 anni.
"Non solo ho ripercorso quell'inalienabile sensazione di asfissia che percepivo da bambina infelice - spiega in un comunicato Rosanna Tacci -, ritenuta diversa, perché figlia di un antifascista, ma ho riaffermato l'orgoglio che gradualmente cresceva in me per un padre che non accettò la grazia di Mussolini in quanto pensava che accettarla sarebbe stato come ammettere di aver commesso una colpa".
Nel film Rosanna Tacci rivive i momenti più dolorosi. "All'assenza di libertà e al dolore dell'infanzia rubata - ricorda - si è aggiunta la pagina di una violenza inaudita, fisica e morale, di cui ancora porto i segni. Ricordo che durante un colloquio col babbo nel Carcere delle Murate, nel 1944, nell'abbracciarlo per salutarlo uno dei secondini si mise ad urlare contro di me pensando che avessi un'arma nascosta e da quel momento iniziò la mia tortura, mi denudarono senza scrupoli e iniziarono a toccarmi mentre i miei genitori disperati imploravano i militari nazifascisti di fermarsi perché alla fine io ero solo una bambina e non avevano il diritto di violare il mio corpo".
La proiezione cinematografica (ingresso libero) è venerdì 26 aprile alle ore 21 al Cinema Teatro Everest di San Casciano Val di Pesa.
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