Celebrare ed esplorare il concetto di cura per ripensare le nostre città: è l'obiettivo del festival "Città della cura", in programma alle Murate di Firenze dal 15 al 17 marzo, che vede tra gli ospiti anche la segretaria del Pd Elly Schlein.
Promosso dall'associazione Tocca a Noi ed ispirato al libro "Il manifesto della Cura" del The Care Collective, spiega una nota, il festival prevede lezioni, talk a più voci, presentazioni di libri, performance per approfondire il concetto di cura inteso non solo come atto medico o affettuoso, ma come un paradigma teorico su cui ripensare le nostre città attraverso quattro declinazioni principali: cura tra generi, cura tra generazioni, cura dell'habitat e cultura della cura.
Si parte domani sera con i saluti istituzionali del Comune di Firenze, della Regione Toscana e di Unicoop Firenze e la presentazione del festival con Lucrezia Iurlaro, presidente dell'Aps Tocca a Noi. Seguirà un talk con Giorgia Carofiglio sul libro scritto assieme al padre Gianrico, dal titolo "L'ora del caffè. Manuale di conversazione per generazioni incompatibili".
Cuore del festival sabato 16 marzo quando sono in programma 24 attività ed eventi, quattro all'ora, in contemporanea sui quattro palchi, per dare la possibilità ad un pubblico ampio ed eterogeneo di scegliere tra una moltitudine di proposte. La giornata culminerà con il talk delle 18.30 in cui sarà presentato il "Manifesto della Cura" scritto da The Care Collective, e con la partecipazione di Elly Schlein e Jennifer Guerra.
"Le murate saranno un laboratorio per immaginare spazi e servizi secondo il paradigma della cura. Contro la logica economica e il principio della concorrenza, si mettono al centro le necessità delle persone e la loro interdipendenza: i bisogni di una persona trovano risposta nelle risorse di un'altra", sottolinea Laura Sparavigna, consigliera comunale di Firenze e co-fondatrice di Tocca a Noi. Per Iurlaro, nel corso del festival sarà possibile "poter comprendere come le diverse prospettive culturali, ambientali, generazionali e di genere si incontrano, confrontano e contaminano per costruire un futuro abitabile in cui interdipendenza e cura reciproca rafforzino un nuovo senso dello stare assieme”
Promosso dall'associazione Tocca a Noi ed ispirato al libro "Il manifesto della Cura" del The Care Collective, spiega una nota, il festival prevede lezioni, talk a più voci, presentazioni di libri, performance per approfondire il concetto di cura inteso non solo come atto medico o affettuoso, ma come un paradigma teorico su cui ripensare le nostre città attraverso quattro declinazioni principali: cura tra generi, cura tra generazioni, cura dell'habitat e cultura della cura.
Si parte domani sera con i saluti istituzionali del Comune di Firenze, della Regione Toscana e di Unicoop Firenze e la presentazione del festival con Lucrezia Iurlaro, presidente dell'Aps Tocca a Noi. Seguirà un talk con Giorgia Carofiglio sul libro scritto assieme al padre Gianrico, dal titolo "L'ora del caffè. Manuale di conversazione per generazioni incompatibili".
Cuore del festival sabato 16 marzo quando sono in programma 24 attività ed eventi, quattro all'ora, in contemporanea sui quattro palchi, per dare la possibilità ad un pubblico ampio ed eterogeneo di scegliere tra una moltitudine di proposte. La giornata culminerà con il talk delle 18.30 in cui sarà presentato il "Manifesto della Cura" scritto da The Care Collective, e con la partecipazione di Elly Schlein e Jennifer Guerra.
"Le murate saranno un laboratorio per immaginare spazi e servizi secondo il paradigma della cura. Contro la logica economica e il principio della concorrenza, si mettono al centro le necessità delle persone e la loro interdipendenza: i bisogni di una persona trovano risposta nelle risorse di un'altra", sottolinea Laura Sparavigna, consigliera comunale di Firenze e co-fondatrice di Tocca a Noi. Per Iurlaro, nel corso del festival sarà possibile "poter comprendere come le diverse prospettive culturali, ambientali, generazionali e di genere si incontrano, confrontano e contaminano per costruire un futuro abitabile in cui interdipendenza e cura reciproca rafforzino un nuovo senso dello stare assieme”
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