"Bisogna difendere i servizi sul territorio e portare la soglia minima dei parti annuali da 500 a 400 per i punti nascita di primo livello e da mille a 800 per le realtà di secondo livello. In una fase storica caratterizzata da una riduzione costante delle nascite, il rispetto rigido dei parametri rischia di penalizzare soprattutto le aree più periferiche. Alcuni di questi punti nascita sono caratterizzati tra l'altro da una qualità molto elevata, e sono stati a lungo attrattivi per donne provenienti da fuori regione: dismetterli sulla base del solo indicatore numerico sarebbe un grande errore".
Così la sindaca di Poggibonsi e presidente di Anci Toscana Susanna Cenni e il sindaco di Sovicille e delegato alla sanità e alle politiche per la salute Giuseppe Gugliotti, si uniscono all'appello lanciato ieri dalla Regione Toscana, che chiede al Governo di rivedere i parametri che regolano il numero minimo di parti necessario per mantenere aperti i punti nascita.
L'obiettivo, si spiega in una nota, è evitare la chiusura di strutture ospedaliere in un contesto segnato da un forte calo delle nascite. Su 22 punti nascita attivi in Toscana, tre (Portoferraio, Barga e Borgo San Lorenzo) operano già da diverso tempo in regime di deroga ministeriale. Quest'anno però altri tre punti nascita toscani sono finiti sotto soglia (l'ospedale dell'Alta Valdelsa a Poggibonsi, gli Ospedali Riuniti della Val di Chiana a Montepulciano, e l'ospedale Nuovo Valdarno a Montevarchi, nell'aretino). A questi si aggiunge l'ospedale di Cecina, che pur restando sopra il limite minimo si sta progressivamente avvicinando alla soglia critica.
Così la sindaca di Poggibonsi e presidente di Anci Toscana Susanna Cenni e il sindaco di Sovicille e delegato alla sanità e alle politiche per la salute Giuseppe Gugliotti, si uniscono all'appello lanciato ieri dalla Regione Toscana, che chiede al Governo di rivedere i parametri che regolano il numero minimo di parti necessario per mantenere aperti i punti nascita.
L'obiettivo, si spiega in una nota, è evitare la chiusura di strutture ospedaliere in un contesto segnato da un forte calo delle nascite. Su 22 punti nascita attivi in Toscana, tre (Portoferraio, Barga e Borgo San Lorenzo) operano già da diverso tempo in regime di deroga ministeriale. Quest'anno però altri tre punti nascita toscani sono finiti sotto soglia (l'ospedale dell'Alta Valdelsa a Poggibonsi, gli Ospedali Riuniti della Val di Chiana a Montepulciano, e l'ospedale Nuovo Valdarno a Montevarchi, nell'aretino). A questi si aggiunge l'ospedale di Cecina, che pur restando sopra il limite minimo si sta progressivamente avvicinando alla soglia critica.
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