Quattro amiche alle prese con un delitto. Il nuovo romanzo di Christine von Borries, pubblico ministero della Procura di Firenze e scrittrice, si intitola “A Firenze gira voce” (Edizioni Piemme) ed è il terzo giallo con protagoniste il pubblico ministero Valeria, la giornalista Giulia, la commercialista Monica e la poliziotta Erika, dopo “A noi donne basta uno sguardo” (Giunti, 2018) e “Le unghie rosse di Alina” (Giunti, 2020).
Ambientato a Firenze, si parla di reati finanziari, bancarotta, tra sparatorie in tribunale e un suicidio sospetto, con la cupidigia a guidare le azioni, ma, al di là dell’intreccio, quello che resta di più al lettore sono le accurate descrizioni delle protagoniste. “Mi interessa dare spessore ai personaggi”, spiega l’autrice alla presentazione alla Libreria Libraccio con Paola Belsito, giudice del tribunale di Firenze, e il professore Rolando Paterniti, psichiatra e criminologo forense.
“Le mie protagoniste sono quattro donne complesse, con tanti aspetti, le loro vite personali, la loro amicizia, ma anche i loro dubbi, vogliono capire al di là dei reati il perché. Non hanno il tacco 12, né le minigonne, sono gli stereotipi di donne che volevo evitare perché sul lavoro non ci si veste in genere così, quindi credo di avere descritto delle figure più reali di come spesso leggiamo o vediamo nei film. Volevo descrivere la loro psicologia più vera e questo passa anche dall’aspetto”.
Come nascono i personaggi?
“Ci sono caratteristiche di persone che conosco, perché per essere verosimili è più facile prendere ispirazione dalla realtà. Per me è divertente poter vivere altre vite, come la commercialista, la giornalista o la poliziotta”.
Ci sono delle storie d’amore complicate…
“Nessuna delle quattro amiche ha una storia d’amore realizzata, pacifica, perché credo che corrisponda alla realtà la difficoltà di trovare la persona giusta da giovani e per tutta la vita e poi serviva anche per la narrazione”.
Quali romanzi preferisce?
“Quando mi riconosco in qualcosa o mi dicono qualcosa facendomi pensare. Cercare di capire le persone, che cosa pensano, chi sono, perché hanno agito in quel modo, descrivere le contraddizioni di ognuno di noi perché tutti siamo complessi. Una persona può commettere un reato, ma avere delle motivazioni, pentirsi. La realtà è più complessa di quello che appare all’inizio e tutti noi saremmo più ricchi se cercassimo di capire al di là della soluzione più facile. Lo sforzo di ogni magistrato in gamba è capire da cosa sono mosse le persone che ha davanti”.
Lunedì prossimo alle 18 nuova presentazione alla Libreria Campus al Polo Universitario di Novoli.
Nella foto: Paola Belsito, Christine Von Borries e Rolando Paterniti
Ambientato a Firenze, si parla di reati finanziari, bancarotta, tra sparatorie in tribunale e un suicidio sospetto, con la cupidigia a guidare le azioni, ma, al di là dell’intreccio, quello che resta di più al lettore sono le accurate descrizioni delle protagoniste. “Mi interessa dare spessore ai personaggi”, spiega l’autrice alla presentazione alla Libreria Libraccio con Paola Belsito, giudice del tribunale di Firenze, e il professore Rolando Paterniti, psichiatra e criminologo forense.
“Le mie protagoniste sono quattro donne complesse, con tanti aspetti, le loro vite personali, la loro amicizia, ma anche i loro dubbi, vogliono capire al di là dei reati il perché. Non hanno il tacco 12, né le minigonne, sono gli stereotipi di donne che volevo evitare perché sul lavoro non ci si veste in genere così, quindi credo di avere descritto delle figure più reali di come spesso leggiamo o vediamo nei film. Volevo descrivere la loro psicologia più vera e questo passa anche dall’aspetto”.
Come nascono i personaggi?
“Ci sono caratteristiche di persone che conosco, perché per essere verosimili è più facile prendere ispirazione dalla realtà. Per me è divertente poter vivere altre vite, come la commercialista, la giornalista o la poliziotta”.
Ci sono delle storie d’amore complicate…
“Nessuna delle quattro amiche ha una storia d’amore realizzata, pacifica, perché credo che corrisponda alla realtà la difficoltà di trovare la persona giusta da giovani e per tutta la vita e poi serviva anche per la narrazione”.
Quali romanzi preferisce?
“Quando mi riconosco in qualcosa o mi dicono qualcosa facendomi pensare. Cercare di capire le persone, che cosa pensano, chi sono, perché hanno agito in quel modo, descrivere le contraddizioni di ognuno di noi perché tutti siamo complessi. Una persona può commettere un reato, ma avere delle motivazioni, pentirsi. La realtà è più complessa di quello che appare all’inizio e tutti noi saremmo più ricchi se cercassimo di capire al di là della soluzione più facile. Lo sforzo di ogni magistrato in gamba è capire da cosa sono mosse le persone che ha davanti”.
Lunedì prossimo alle 18 nuova presentazione alla Libreria Campus al Polo Universitario di Novoli.
Nella foto: Paola Belsito, Christine Von Borries e Rolando Paterniti
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