Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

Cara mamma. Esiste un’espressione più dolce e autentica? “Cara mamma” è anche il titolo del libro di Titti Giuliani Foti, pubblicato nel 2006 da Sassoscritto Editore, vincitore di numerosi premi e ristampato l’anno scorso da Lorenzo de’ Medici Press. L’autrice, giornalista e critica teatrale, lo presenta alla Fondazione Franco Zeffirelli in una Sala della Musica gremita all’incontro intitolato “La scrittura e i luoghi dell’anima. Vite nostre”.

Con lei Dacia Maraini, che ha scritto la Prefazione e presenta “Vita mia” (Rizzoli), Erica Gardenti Cassigoli, autrice di “Ogni padre è stato bambino” (Passerotti Editore), Stefania Costa dell’Associazione culturale La Nottola di Minerva a moderare 
l’evento e Maria Letizia Gorga a leggere alcuni brani.

Il libro di Titti Giuliani Foti è un atto d’amore, un omaggio alla madre Gabriella, il diario dei suoi ultimi anni di vita e della malattia, la memoria condivisa di un sentimento privato ma universale come è l’affetto di una figlia verso la madre. Ed è stata la stessa Dacia Maraini, amica di lunga data di Titti Giuliani Foti, a volere che questo non rimanesse uno scritto privato ma venisse pubblicato: “Anche nei libri più intimi, come questo di Titti, viene fuori qualcosa che ci riguarda tutti. Certo, ci vuole uno stile. Si legge un libro per sentirci coinvolti. E noi ci riconosciamo”. “È la storia di una madre energica, precisa, dinamica che piano piano diventa assente”, prosegue Dacia Maraini che poi chiede: “fino a che punto è giusto dire la verità a un malato? Tenere una distanza dalla malattia oppure identificarsi? Diventare guida di una madre, proteggerla? Non ci sono risposte assolute, però sono temi per un esercizio collettivo”.

Titti Giuliani Foti aggiunge: “Raccontavo queste cose a Dacia e lei mi diceva: fai in modo che ci si ricordi tutti di quello che stai passando. Succede a te, succede all’umanità”.

Come è stato scrivere questo libro?
“Una fatica enorme. L’ho scritto e mai riletto. Questo libro è una corsa contro il tempo, perché ti vedi nudo di fronte alla vita e non puoi fare nulla davanti all’inevitabile. Questa cosa mi ha atterrito, mi ha fatto capire che siamo niente, solo dei pulviscoli davanti a una cosa già scritta, già detta. L’unica cosa che veramente conta è l’amore”. 

Nella foto: Titti Giuliani Foti e Dacia Maraini
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