Con classe e disponibilità, Csaba dalla Zorza riesce ad essere allo stesso tempo sofisticata e semplice. Alla libreria Libraccio presenta alcuni suoi libri dedicati al Natale e alla tavola delle feste, per un firmacopie allegro ma ordinato con tante signore e qualche uomo in fila.
“Dicembre è un mese in cui il cibo ha il diritto e il dovere di essere più abbondante”, esordisce Csaba dalla Zorza, “Penso che anche chi non ama il Natale ammetterà che ci sono dei profumi e delle atmosfere di questo momento che aiutano la nostra casa a vivere un po’ meglio”.
“Tu credi a Babbo Natale?” chiede a una bambina.
“Io sì”, dice Csaba, “ci credo perché è una cosa che mi fa stare meglio, perché la maggior parte delle letterine me le ha esaudite. Chiedere è il modo migliore per ottenere”.
A vent’anni dal suo primo libro che cosa è cambiato?
“Allora era difficile fare uscire un libro di cucina. Pensavo: riuscirò a farmi amare dalle persone, a fare capire che cucinare non è una cosa che devi fare per forza ma ti fa sentire meglio? A creare delle ricette belle nel piatto ma semplici da fare? Vent’anni dopo posso dire di esserci riuscita”.
Che cosa è la cucina per lei?
“Accendere il forno e impastare qualcosa mi dà un’immediata soddisfazione, perché mi libera totalmente la testa dai pensieri e perché la condivido con gli altri. Sono l’unica di food network a non avere un aiuto cuoco, perché le mie ricette me le cucino, faccio la spesa e lavo le mie padelle. La cucina è il mio privilegio, perché è lì che mi realizzo”.
Scriverà altri libri di cucina?
“Certamente sì, ne ho già in mente altri, uno magari ispirato ai miei giorni francesi, anche se non sarà di cucina ma dedicato al savoir vivre”.
Fra tutti i libri scritti a quale è più legata?
“È ‘Around Florence’, del 2014, perché racconta la Toscana dei miei nonni, a cui è dedicato. Lì c’è un po’ la storia della mia vita da bambina, quindi la mia iniziazione all’orto, alle galline. Mia nonna aveva un’estrazione sociale molto umile. In estate facevamo la conserva con le more. Quindi quel libro per motivi affettivi e poi è stato l’unico che ha vinto un premio internazionale importante ed è stato tradotto in un’altra lingua, in tedesco. ‘Cucina economica’ invece penso che sia il mio libro più riuscito perché scritto quando ero più matura, con ricette uscite anche in pubblicazioni precedenti, ma ragionato per non sprecare due risorse fondamentali ovvero il nostro tempo, quindi sono tutte ricette veloci, e la materia prima. Il cibo oggi è costosissimo e purtroppo non è democratico, siamo tornati a com’era cent’anni fa, solo chi può spendere mangia bene. Dobbiamo mangiare meno e meglio, perché fa bene alla salute e perché fare le cose in casa è bellissimo. Le nostre nonne erano più brave di noi, erano state educate a questo rispetto del cibo”.
“Dicembre è un mese in cui il cibo ha il diritto e il dovere di essere più abbondante”, esordisce Csaba dalla Zorza, “Penso che anche chi non ama il Natale ammetterà che ci sono dei profumi e delle atmosfere di questo momento che aiutano la nostra casa a vivere un po’ meglio”.
“Tu credi a Babbo Natale?” chiede a una bambina.
“Io sì”, dice Csaba, “ci credo perché è una cosa che mi fa stare meglio, perché la maggior parte delle letterine me le ha esaudite. Chiedere è il modo migliore per ottenere”.
A vent’anni dal suo primo libro che cosa è cambiato?
“Allora era difficile fare uscire un libro di cucina. Pensavo: riuscirò a farmi amare dalle persone, a fare capire che cucinare non è una cosa che devi fare per forza ma ti fa sentire meglio? A creare delle ricette belle nel piatto ma semplici da fare? Vent’anni dopo posso dire di esserci riuscita”.
Che cosa è la cucina per lei?
“Accendere il forno e impastare qualcosa mi dà un’immediata soddisfazione, perché mi libera totalmente la testa dai pensieri e perché la condivido con gli altri. Sono l’unica di food network a non avere un aiuto cuoco, perché le mie ricette me le cucino, faccio la spesa e lavo le mie padelle. La cucina è il mio privilegio, perché è lì che mi realizzo”.
Scriverà altri libri di cucina?
“Certamente sì, ne ho già in mente altri, uno magari ispirato ai miei giorni francesi, anche se non sarà di cucina ma dedicato al savoir vivre”.
Fra tutti i libri scritti a quale è più legata?
“È ‘Around Florence’, del 2014, perché racconta la Toscana dei miei nonni, a cui è dedicato. Lì c’è un po’ la storia della mia vita da bambina, quindi la mia iniziazione all’orto, alle galline. Mia nonna aveva un’estrazione sociale molto umile. In estate facevamo la conserva con le more. Quindi quel libro per motivi affettivi e poi è stato l’unico che ha vinto un premio internazionale importante ed è stato tradotto in un’altra lingua, in tedesco. ‘Cucina economica’ invece penso che sia il mio libro più riuscito perché scritto quando ero più matura, con ricette uscite anche in pubblicazioni precedenti, ma ragionato per non sprecare due risorse fondamentali ovvero il nostro tempo, quindi sono tutte ricette veloci, e la materia prima. Il cibo oggi è costosissimo e purtroppo non è democratico, siamo tornati a com’era cent’anni fa, solo chi può spendere mangia bene. Dobbiamo mangiare meno e meglio, perché fa bene alla salute e perché fare le cose in casa è bellissimo. Le nostre nonne erano più brave di noi, erano state educate a questo rispetto del cibo”.
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