Quando il poeta è il figlio dell’illustratore. È il caso di Amerigo e Angelo Rizzone in “Di mare e di vento” (I Libri di Mompracem), presentato a Itaca, la residenza letteraria di Paolo Ciampi, in un evento moderato da Luisa Puttini, autrice della Prefazione, con gli intermezzi delle letture dell’attrice Elisa Billi e un vasto pubblico attento e partecipe.
“Lavorare con mio figlio è stato inaspettato”, dice Angelo. “Lui mi chiamò l’anno scorso per dirmi che lo volevano premiare per un concorso letterario, ma io non sapevo niente di questa sua passione. Mi disse poi che un mio quadro dedicato all’Olandese Volante, un vascello fantasma nel mare in tempesta, lo aveva influenzato. Le sue poesie mi piacevano, allora le ho date a Luisa Puttini e da lei sono arrivate a Paolo Ciampi, così, con le mie illustrazioni, è nato questo libro. Lui vive a Venezia ed è stato per me una scoperta. Lavorare insieme è stato conoscersi e parlare anche di più del quotidiano”.
“Lavorare con mio padre è stato abbastanza complementare, io scrivo e lui dipinge”, dice Amerigo, a breve 21 anni. “L’unica cosa fatta insieme è stata scegliere i quadri e a quali poesie abbinarli ed è venuto in modo naturale”.
Nel libro ci sono 38 poesie suddivise in cinque sezioni unite dal filo rosso che è il mare e il vento, a rappresentare ciò che nella ciclicità della natura è fugace come, appunto, le onde del mare e come questo si possa riversare nella vita, nell’introspezione di ognuno.
Come nasce la passione per la poesia?
“Non lo so. Penso che qualsiasi ragazzo della mia età usi il telefono anche per fissare dei pensieri che possono diventare spazi di
poesia. Non so da quando scrivo poesie, potrei dire dal liceo, ma questa presa di coscienza è venuta via via”.
Un verso per definirti?
“L’equilibrio che cerco è sospeso/si flette in bisbigli marini/in barbagli di sole”.
C’è una musa ispiratrice?
“La terza sezione del libro si intitola amore, innamoramento, caduta, però non c’è una singola persona, anche se sono stato influenzato da qualche mio evento passato”.
Perché scrivere poesie oggi?
“All’inizio per una spinta egocentrica, ma la particolarità deve essere universale, quindi condivisa e condivisibile”. “Dentro di me ho qualcosa di grande che non sa uscire e non sa accogliere”, scrive Amerigo Rizzone. Le verità del mondo stanno tra “l’orizzonte del mare e una pozza assetata, incastonata nella spiaggia”.
La contemplazione dei quadri di tuo padre, soprattutto cieli notturni e stellati, hanno influenzato la tua poesia?
“Fin dall’antichità la volta celeste è stata per gli uomini qualcosa di lontanissimo ma allo stesso tempo guida. A tutti noi è capitato in estate di distenderci su un prato, guardare il cielo e accorgerci che non siamo soli”.
“Catasterismo”. Cos’è un cielo senza stelle?/Perché non piace un cielo coperto di nubi?/In silenzio nel buio ho visto i tuoi occhi/amare le stelle:/ora da solo penso al cielo plumbeo/della notte/quando spira quel docile vento/che lassù strappa le nubi scure:/non è bello lasciare il pensiero danzare?/Se conosci la strada, che ne è della guida?/Se non la conosci, che te ne fai?/Bisbigli: ci perderemo./Io sfiorando con le labbra/i dolci tuoi capelli neri/bacio le stelle argentate:/vieni, ascolta la mia voce,/tieni il mio indice,/nel buio più immenso ci troveremo/lassù in balia dei venti/ ci porteranno tra le stelle”.
Nella foto: Amerigo Rizzone, Paolo Ciampi, Angelo Rizzone
“Lavorare con mio figlio è stato inaspettato”, dice Angelo. “Lui mi chiamò l’anno scorso per dirmi che lo volevano premiare per un concorso letterario, ma io non sapevo niente di questa sua passione. Mi disse poi che un mio quadro dedicato all’Olandese Volante, un vascello fantasma nel mare in tempesta, lo aveva influenzato. Le sue poesie mi piacevano, allora le ho date a Luisa Puttini e da lei sono arrivate a Paolo Ciampi, così, con le mie illustrazioni, è nato questo libro. Lui vive a Venezia ed è stato per me una scoperta. Lavorare insieme è stato conoscersi e parlare anche di più del quotidiano”.
“Lavorare con mio padre è stato abbastanza complementare, io scrivo e lui dipinge”, dice Amerigo, a breve 21 anni. “L’unica cosa fatta insieme è stata scegliere i quadri e a quali poesie abbinarli ed è venuto in modo naturale”.
Nel libro ci sono 38 poesie suddivise in cinque sezioni unite dal filo rosso che è il mare e il vento, a rappresentare ciò che nella ciclicità della natura è fugace come, appunto, le onde del mare e come questo si possa riversare nella vita, nell’introspezione di ognuno.
Come nasce la passione per la poesia?
“Non lo so. Penso che qualsiasi ragazzo della mia età usi il telefono anche per fissare dei pensieri che possono diventare spazi di
poesia. Non so da quando scrivo poesie, potrei dire dal liceo, ma questa presa di coscienza è venuta via via”.
Un verso per definirti?
“L’equilibrio che cerco è sospeso/si flette in bisbigli marini/in barbagli di sole”.
C’è una musa ispiratrice?
“La terza sezione del libro si intitola amore, innamoramento, caduta, però non c’è una singola persona, anche se sono stato influenzato da qualche mio evento passato”.
Perché scrivere poesie oggi?
“All’inizio per una spinta egocentrica, ma la particolarità deve essere universale, quindi condivisa e condivisibile”. “Dentro di me ho qualcosa di grande che non sa uscire e non sa accogliere”, scrive Amerigo Rizzone. Le verità del mondo stanno tra “l’orizzonte del mare e una pozza assetata, incastonata nella spiaggia”.
La contemplazione dei quadri di tuo padre, soprattutto cieli notturni e stellati, hanno influenzato la tua poesia?
“Fin dall’antichità la volta celeste è stata per gli uomini qualcosa di lontanissimo ma allo stesso tempo guida. A tutti noi è capitato in estate di distenderci su un prato, guardare il cielo e accorgerci che non siamo soli”.
“Catasterismo”. Cos’è un cielo senza stelle?/Perché non piace un cielo coperto di nubi?/In silenzio nel buio ho visto i tuoi occhi/amare le stelle:/ora da solo penso al cielo plumbeo/della notte/quando spira quel docile vento/che lassù strappa le nubi scure:/non è bello lasciare il pensiero danzare?/Se conosci la strada, che ne è della guida?/Se non la conosci, che te ne fai?/Bisbigli: ci perderemo./Io sfiorando con le labbra/i dolci tuoi capelli neri/bacio le stelle argentate:/vieni, ascolta la mia voce,/tieni il mio indice,/nel buio più immenso ci troveremo/lassù in balia dei venti/ ci porteranno tra le stelle”.
Nella foto: Amerigo Rizzone, Paolo Ciampi, Angelo Rizzone
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