Un titolo accattivante per un giallo-noir scritto a quattro mani. “Ho ucciso un uomo in un reality”, edito da Noripios all’interno della collana di narrativa italiana diretta da Caterina Ceccuti, unisce il taglio dissacratorio di Alessandro Bini, autore teatrale, di narrativa e poeta, ai meccanismi del giallo di Stefano Moretti. I due scrittori danno vita a un testo distopico ma non troppo, perché il futuro social nel suo aspetto più paradossale e tragico non appare poi così lontano.
Il libro narra infatti la storia di un uomo che, convinto di partecipare a un quiz televisivo, si ritrova invece in un reality show spietato in cui arriva a commettere un omicidio, il primo trasmesso in diretta televisiva. E lo share s’impenna! Da quell’istante lo show diventa un fenomeno globale, imitato e poi vietato.
Una commedia nera, una satira feroce del voyeurismo mediatico e del labile confine fra intrattenimento e cinismo collettivo. “La storia era nata per dire qualcosa sui reality”, spiega Bini, “su questa civiltà dell’immagine vuota che ci sta portando a imbarbarirci, ma secondo me è già troppo tardi. È una storia distopica ma fino a un certo punto, secondo me potrebbe succedere perché ormai la tv è questa”.
Come è nata la vostra collaborazione?
“Avevo questa idea e l’ho proposta a Stefano, chiedendogli di aggiungere il suo tocco investigativo. Lui si è inserito perfettamente e ne è uscita una storia fantastica, un puzzle che si incastra al millimetro, fluido e coerente, oltre ogni più rosea aspettativa”.
Come è stato lavorare a quattro mani?
“L’idea narrativa del Bini, autore che apprezzo”, risponde Moretti, “mi è sembrata brillante, quindi ho detto subito di sì e ci ho cucito una trama rapida e scorrevole. Lavorando in due, entrambi abbiamo ceduto in
qualcosa, ma a libro finito, se lo rileggo, non mi ricordo più chi ha scritto cosa”.
La prima presentazione del libro sarà mercoledì 23 luglio alle ore 21 a Love Orticoltura, lo spazio estivo nel Giardino dell’Orticoltura in via Vittorio Emanuele II, 4. Il secondo evento giovedì 24 alle 19 al Club Sportivo Romola, in via Treggiaia 3.
Il libro narra infatti la storia di un uomo che, convinto di partecipare a un quiz televisivo, si ritrova invece in un reality show spietato in cui arriva a commettere un omicidio, il primo trasmesso in diretta televisiva. E lo share s’impenna! Da quell’istante lo show diventa un fenomeno globale, imitato e poi vietato.
Una commedia nera, una satira feroce del voyeurismo mediatico e del labile confine fra intrattenimento e cinismo collettivo. “La storia era nata per dire qualcosa sui reality”, spiega Bini, “su questa civiltà dell’immagine vuota che ci sta portando a imbarbarirci, ma secondo me è già troppo tardi. È una storia distopica ma fino a un certo punto, secondo me potrebbe succedere perché ormai la tv è questa”.
Come è nata la vostra collaborazione?
“Avevo questa idea e l’ho proposta a Stefano, chiedendogli di aggiungere il suo tocco investigativo. Lui si è inserito perfettamente e ne è uscita una storia fantastica, un puzzle che si incastra al millimetro, fluido e coerente, oltre ogni più rosea aspettativa”.
Come è stato lavorare a quattro mani?
“L’idea narrativa del Bini, autore che apprezzo”, risponde Moretti, “mi è sembrata brillante, quindi ho detto subito di sì e ci ho cucito una trama rapida e scorrevole. Lavorando in due, entrambi abbiamo ceduto in
qualcosa, ma a libro finito, se lo rileggo, non mi ricordo più chi ha scritto cosa”.
La prima presentazione del libro sarà mercoledì 23 luglio alle ore 21 a Love Orticoltura, lo spazio estivo nel Giardino dell’Orticoltura in via Vittorio Emanuele II, 4. Il secondo evento giovedì 24 alle 19 al Club Sportivo Romola, in via Treggiaia 3.
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