Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

Un libriccino per passeggiare nel centro di Firenze, tra piazza San Giovanni e piazza del Duomo, e togliersi tante curiosità, 60 per la precisione, come recita appunto il sottotitolo de “Il ‘Bignamino’ fiorentino 1” (Sarnus), primo di otto volumi previsti, di Luigi De Concilio (prefazione di Gabriele Canè) presentato dall’autore al Teatro Niccolini con l’editore Antonio Pagliai. Bignamino perché si ispira ailibriccini tascabili che, con la sintesi degli argomenti trattati, hanno aiutato innumerevoli studenti ad affrontare interrogazioni e compiti in classe. “Firenze è uno scrigno favoloso”, dice l’autore. “Ho cercato 
gli aneddoti meno conosciuti”.

Quali ad esempio?
“La Loggia del Bigallo. Intorno alla metà del Trecento, la Compagnia della Misericordia vi esponeva, alla pubblica carità, i bambini smarriti o abbandonati, questo prima di costruire nel XV secolo l’Ospedale degli Innocenti”.
C’è qualche storia boccaccesca?
“Quella del bue cornuto! Vicino al Museo dell’Opera del Duomo c’è un grosso doccione marmoreo raffigurante una testa di bue con le corna. Intorno al Quattrocento, in una casa di fronte abitava un sarto sposato con una bella donna, la quale se la intendeva con il capomastro carpentiere che lavorava vicino. Non contento di fare cornuto il marito, quello ci mise pure una testa di bue cornuto, in modo da fargli apparire questa immagine appena apriva la finestra”.

E quella che rappresenta di più lo spirito fiorentino?
“L’angelo del vaffa. In una formella in altorilievo della porta di destra della Cattedrale di Santa Maria del Fiore ci sono otto angeli che parlottano. L’ultimo manda tutti gli altri a quel paese”.

C’è spazio anche per i Bischeri… 
“Il canto de’ Bischeri si trova all’angolo di piazza del Duomo e via dell’Oriuolo. Erano una nobile famiglia fiorentina, che legò il proprio nome a un fatto che li etichettò come sciocchi durante la costruzione della nuova Cattedrale. Ebbero infatti un tracollo economico e di immagine che li costrinse ad abbandonare Firenze. Si trasferirono in Francia dove, con l’attività della lana, si rifecero, così duecento anni dopo tornarono a Firenze e comprarono il terreno per costruire il Palazzo con il loro nuovo nome ovvero Guadagni, sede attuale della Regione Toscana”.

Quali fonti ha utilizzato?
“Numerose pubblicazioni. Libri sulle strade di Firenze e storici, di Villani, Davidsohn, Bargellini, Batini, ma tutti rivissuti personalmente”. 

Nella foto: Antonio Pagliai e Luigi De Concilio
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