In sella alla sua Guzzi Falcone rossa fiammante, un giovane nobile scozzese nel maggio del 1958 attraversa la campagna fiorentina. Si chiama John Porter Mills, ma in paese e in città, a Firenze, lo chiamano “Duca”. È il protagonista del nuovo romanzo, “Il Duca e l’impiccato” (Edizioni Montaonda), di Bruno Confortini. È il terzo giallo dell’autore, ma a differenza dei precedenti non è ambientato nella nativa Vicchio e,
lasciato il maresciallo Vitale, ha appunto un nuovo protagonista.
Perché abbandonare un personaggio di successo come Vitale per un nuovo protagonista?
“Molti lettori abituali chiedono l’ambientazione a Vicchio, ma ho ricevuto comunque giudizi quasi tutti positivi. Ho cambiato perché dopo due indagini mi sembrava che il maresciallo avesse in qualche modo esaurito la mia curiosità verso la sua figura. La prima avventura era ambientata nel 1986 e la seconda, per ora ultima, vent’anni dopo. Il duca era apparso nel mio libro ‘Ritorno a Vicchio’ come protagonista dei romanzi gialli della vittima. Da lì mi è nata l’idea di diventare io l’autore delle sue storie”.
E la prima storia del “Duca”, ventottenne ricco sfondato, bizzarro, donnaiolo, amante anche di lirica e liquori, si svolge in una Toscana ancora immersa nel secondo dopoguerra. Un giovane contadino, militante comunista e pieno di vita, viene trovato impiccato e tutti in paese credono a un suicidio. Tutti tranne lui, “il Duca”. Le sue indagini lo portano a Firenze e, in mezzo a variopinti personaggi ognuno con una propria storia a metà tra allegria e malinconia, risolverà il caso dell’amico ucciso.
Il “Duca” avrà un seguito?
“Ancora non lo so”, dice Confortini che ha scritto libri di storia locale su fascismo e antifascismo mugellano, biografie sportive e vari racconti, “ora sono preso da storie locali: un libro appena finito su una frazione
del paese, Villore, scritto con Emanuele Maria Alessi, e un altro, insieme a Elisa Fiorelli, sui caduti vicchiesi della prima guerra mondiale”.
lasciato il maresciallo Vitale, ha appunto un nuovo protagonista.
Perché abbandonare un personaggio di successo come Vitale per un nuovo protagonista?
“Molti lettori abituali chiedono l’ambientazione a Vicchio, ma ho ricevuto comunque giudizi quasi tutti positivi. Ho cambiato perché dopo due indagini mi sembrava che il maresciallo avesse in qualche modo esaurito la mia curiosità verso la sua figura. La prima avventura era ambientata nel 1986 e la seconda, per ora ultima, vent’anni dopo. Il duca era apparso nel mio libro ‘Ritorno a Vicchio’ come protagonista dei romanzi gialli della vittima. Da lì mi è nata l’idea di diventare io l’autore delle sue storie”.
E la prima storia del “Duca”, ventottenne ricco sfondato, bizzarro, donnaiolo, amante anche di lirica e liquori, si svolge in una Toscana ancora immersa nel secondo dopoguerra. Un giovane contadino, militante comunista e pieno di vita, viene trovato impiccato e tutti in paese credono a un suicidio. Tutti tranne lui, “il Duca”. Le sue indagini lo portano a Firenze e, in mezzo a variopinti personaggi ognuno con una propria storia a metà tra allegria e malinconia, risolverà il caso dell’amico ucciso.
Il “Duca” avrà un seguito?
“Ancora non lo so”, dice Confortini che ha scritto libri di storia locale su fascismo e antifascismo mugellano, biografie sportive e vari racconti, “ora sono preso da storie locali: un libro appena finito su una frazione
del paese, Villore, scritto con Emanuele Maria Alessi, e un altro, insieme a Elisa Fiorelli, sui caduti vicchiesi della prima guerra mondiale”.
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