Un giallo che promette di essere il primo di una serie perché ne ha tutte le caratteristiche: mistero, tensione, coinvolgimento del lettore facendolo anche sorridere, personaggi da rileggere o, meglio, da rivedere con la fantasia a cominciare dalla protagonista Isotta Franceschini, Commissario nell’Oltrarno.
Il libro è “Il gioco della triglia” (Edizioni We) presentato dall’autrice Roberta Capanni alle Murate, in un evento organizzato da Silvia Papucci e impreziosito dalle letture di Francesca Di Natali.
Tre omicidi, di un vivandiere a Torre del Lago, un polacco a Montecatini e un truffatore a Sesto Fiorentino, accumunati solo da una triglia infilata in gola alle vittime è il caso che porterà Isotta Franceschini a indagare anche a Milano per riaprire una vecchia storia, un cold case, di donne maltrattate. Ci sono pochi indizi, ma l’investigatrice che ama il buon cibo pur essendo vegetariana,
il buon vino e soprattutto il caffè di cicoria, arriverà alla soluzione anche attraverso suoi strani metodi di indagine. “Ho costruito il
personaggio di Isotta come quelli dei precedenti libri anche se di altri generi”, dice Roberta Capanni. “Mi appare una figura in testa con delle caratteristiche fisiche e poi mi parla da sola”.
Il libro come inedito era tra i dieci finalisti al Premio Garfagnana in Giallo. Perché ha scelto questo genere?
“Perché in Italia si legge poco, ma il giallo è uno dei generi più letti, che permette tra l’altro di parlare di argomenti anche importanti usando un tono in alcuni casi più leggero”.
Ci sarà un seguito alla prima storia di Isotta Franceschini?
“È già in costruzione, ma finché non lo vedo completo, aspetto a dirlo con certezza. Poi ho anche altri romanzi, non gialli, in fase di scrittura”.
Nella foto: Roberta Capanni e Francesca Di Natali
Il libro è “Il gioco della triglia” (Edizioni We) presentato dall’autrice Roberta Capanni alle Murate, in un evento organizzato da Silvia Papucci e impreziosito dalle letture di Francesca Di Natali.
Tre omicidi, di un vivandiere a Torre del Lago, un polacco a Montecatini e un truffatore a Sesto Fiorentino, accumunati solo da una triglia infilata in gola alle vittime è il caso che porterà Isotta Franceschini a indagare anche a Milano per riaprire una vecchia storia, un cold case, di donne maltrattate. Ci sono pochi indizi, ma l’investigatrice che ama il buon cibo pur essendo vegetariana,
il buon vino e soprattutto il caffè di cicoria, arriverà alla soluzione anche attraverso suoi strani metodi di indagine. “Ho costruito il
personaggio di Isotta come quelli dei precedenti libri anche se di altri generi”, dice Roberta Capanni. “Mi appare una figura in testa con delle caratteristiche fisiche e poi mi parla da sola”.
Il libro come inedito era tra i dieci finalisti al Premio Garfagnana in Giallo. Perché ha scelto questo genere?
“Perché in Italia si legge poco, ma il giallo è uno dei generi più letti, che permette tra l’altro di parlare di argomenti anche importanti usando un tono in alcuni casi più leggero”.
Ci sarà un seguito alla prima storia di Isotta Franceschini?
“È già in costruzione, ma finché non lo vedo completo, aspetto a dirlo con certezza. Poi ho anche altri romanzi, non gialli, in fase di scrittura”.
Nella foto: Roberta Capanni e Francesca Di Natali
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