Nel 2025 è ancora possibile il Grand Tour ottocentesco?
A questa domanda risponde Leonardo Lastilla, scrittore (“Fiori di loto” la sua prima raccolta poetica) e docente, con il suo ultimo libro, “Il piccolo tour” (BZbooks Editore) presentato alla Libreria Salvemini con Jacopo Chiostri.
“Tenevo un corso su scrittori americani dell’Ottocento che venivano in Italia e soprattutto a Firenze nel famoso Grand Tour e ho voluto aggiornare quel fenomeno sociale e culturale al tempo di oggi”, spiega Lastilla, “solo che è diventato un piccolo tour perché molte cose sono cambiate da allora, in particolare il mondo si è fatto più piccolo, la capacità di viaggiare è molto più facile rispetto a quei tempi. Volevo vedere se nel nuovo millennio era possibile, per un’amante dell’arte come la protagonista del romanzo, riuscire ancora a provare le stesse sensazioni, della cultura, della bellezza di una città come Firenze che non è più come quella nell’Ottocento”.
La protagonista Allison, di Prescott, Arizona, viene a vivere a Firenze e si innamora di un ragazzo italiano. Nel suo anno di studio le capitano molte vicende che la fanno crescere, trasformando la sua vita.
Un romanzo di formazione, dunque, ma chi è Allison?
“Una ragazza diversa dai suoi coetanei. Lei cerca nell’arte la chiave di interpretazione della realtà. La sua grande immaginazione la porta quasi a voler diventare il personaggio ritratto. I quadri scelti riflettono gli eventi che le accadono ed è la conoscenza che l’aiuterà nelle sue scelte”.
Ogni capitolo, infatti, è introdotto da un quadro di Magritte, Bronzino, Caravaggio e altri, ma perché una donna come protagonista?
“Mi sono ispirato a due eroine di Henry James, ovvero Isabel Archer di Ritratto di signora e Daisy Miller, le ho fuse ed è nata Allison, immaginandola come una ragazza amante dell’arte nella Firenze di oggi”.
E com’è la Firenze di oggi?
“Una Firenze diventata ormai più da consumare che da vivere, che pensa solo a guadagnare soldi dai suoi turisti. Il libro invita i lettori a riscoprire ciò per cui Firenze è conosciuta nel mondo cioè la bellezza, l’arte e soprattutto l’idea di viverla e farne esperienza per quello che ha da offrire e non per il turismo a tutta velocità”.
Questo libro ha una storia particolare …
“Sì, fa parte di una trilogia che ho chiamato dell’anima, in quanto ogni libro riflette su una A ovvero l’amore (Una donna, un uomo), l’autenticità (Sotto l’ombrellone) e questo, appunto, l’arte”.
Che cosa è la scrittura?
“Per me il modo di esprimere la mia visione del mondo, della realtà. Le storie nascono dentro di me, poi ci penso continuamente finché non vengono fuori”.
A questa domanda risponde Leonardo Lastilla, scrittore (“Fiori di loto” la sua prima raccolta poetica) e docente, con il suo ultimo libro, “Il piccolo tour” (BZbooks Editore) presentato alla Libreria Salvemini con Jacopo Chiostri.
“Tenevo un corso su scrittori americani dell’Ottocento che venivano in Italia e soprattutto a Firenze nel famoso Grand Tour e ho voluto aggiornare quel fenomeno sociale e culturale al tempo di oggi”, spiega Lastilla, “solo che è diventato un piccolo tour perché molte cose sono cambiate da allora, in particolare il mondo si è fatto più piccolo, la capacità di viaggiare è molto più facile rispetto a quei tempi. Volevo vedere se nel nuovo millennio era possibile, per un’amante dell’arte come la protagonista del romanzo, riuscire ancora a provare le stesse sensazioni, della cultura, della bellezza di una città come Firenze che non è più come quella nell’Ottocento”.
La protagonista Allison, di Prescott, Arizona, viene a vivere a Firenze e si innamora di un ragazzo italiano. Nel suo anno di studio le capitano molte vicende che la fanno crescere, trasformando la sua vita.
Un romanzo di formazione, dunque, ma chi è Allison?
“Una ragazza diversa dai suoi coetanei. Lei cerca nell’arte la chiave di interpretazione della realtà. La sua grande immaginazione la porta quasi a voler diventare il personaggio ritratto. I quadri scelti riflettono gli eventi che le accadono ed è la conoscenza che l’aiuterà nelle sue scelte”.
Ogni capitolo, infatti, è introdotto da un quadro di Magritte, Bronzino, Caravaggio e altri, ma perché una donna come protagonista?
“Mi sono ispirato a due eroine di Henry James, ovvero Isabel Archer di Ritratto di signora e Daisy Miller, le ho fuse ed è nata Allison, immaginandola come una ragazza amante dell’arte nella Firenze di oggi”.
E com’è la Firenze di oggi?
“Una Firenze diventata ormai più da consumare che da vivere, che pensa solo a guadagnare soldi dai suoi turisti. Il libro invita i lettori a riscoprire ciò per cui Firenze è conosciuta nel mondo cioè la bellezza, l’arte e soprattutto l’idea di viverla e farne esperienza per quello che ha da offrire e non per il turismo a tutta velocità”.
Questo libro ha una storia particolare …
“Sì, fa parte di una trilogia che ho chiamato dell’anima, in quanto ogni libro riflette su una A ovvero l’amore (Una donna, un uomo), l’autenticità (Sotto l’ombrellone) e questo, appunto, l’arte”.
Che cosa è la scrittura?
“Per me il modo di esprimere la mia visione del mondo, della realtà. Le storie nascono dentro di me, poi ci penso continuamente finché non vengono fuori”.
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