Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

Ogni libro con protagonista Piero Montecchi è la scoperta di qualcosa di nuovo e misterioso. E non si creda che si tratti di fantasia dell’autore, perché, “per quanto possano sembrare folli, le cose nei miei libri al 95% sono reali. Per me è come costruire un palazzo, il piano terra e il primo piano sono sempre veri, solo il secondo piano è un po’ romanzato”. Parole di Gigi Paoli alla prima presentazione de “L’Ordine del Drago” (Giunti Editore) alle Serre Torrigiani con Antonio Franchini, “il mio Mentore con la m maiuscola”, specifica l’autore.

Terza avventura con il neuroscienziato Montecchi protagonista, dopo le cinque precedenti con il giornalista Carlo Alberto Marchi ambientate a Firenze. Con Montecchi, invece, il respiro si fa più ampio, nell’ultimo volume i luoghi di riferimento sono Trieste, Lubiana, la Transilvania. “Sono andato in quei posti per vedere con i miei occhi”, dice Paoli. “Vivere le cose, a mio avviso, fa la differenza nel racconto di una storia. Quando viaggio, ho già l’idea di vedere una serie di cose che mi interessano, ma posso sempre variare. È lo stesso quando scrivo: ho una scaletta rigida, che però non mi impedisce di aggiungere altre cose”.

La fase antecedente alla scrittura per Paoli è importante quanto, se non di più, della stesura stessa. “Mi diverto a scrivere”. Traspare, il divertimento dell’autore, nella leggibilità e scorrevolezza del testo, un’apparente facilità dietro cui c’è, appunto, la documentazione, il lavoro preparatorio che rende naturale a Paoli l’esercizio della scrittura, facendo apparire facile ciò che non lo è.

Nel patto di sospensione dell’incredulità con il suo lettore, Paoli fornisce dati esatti, si tratti di un ristorante o un hotel, luoghi reali e ritrovabili, o un orario di partenza di un aereo. “Quando mi accingo a un nuovo libro”, confessa Paoli, “penso sempre di non farcela. Poi invece…” La fine di ogni capitolo invoglia a proseguire nella lettura di questo thriller tecnologico, dove l’est europeo è lo scenario ideale per spionaggio e armi segrete.

Così, pagina dopo pagina, dal caso dell’omicidio di un amico di Montecchi, il professor Grassi presidente dell’Area Science Park di Trieste, si arriva a scoprire l’oscura congregazione dell’Ordine del Drago che porta a Mosca, a Chernobyl, alla Guerra Fredda e a quella in Ucraina. La capacità di creare suspense passa addirittura di libro in libro, così c’è già chi chiede a Paoli la nona fatica letteraria, dove forse Montecchi e Marchi lavoreranno a stretto gomito.
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