Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

Come ricavare da una storia vera, in apparenza confinata solo all’ambito della memoria calcistica fiorentina, un giallo noir psicologico dove il filo conduttore è il rapporto tra padre e figlio. Lo fa Giovanni Agnoloni, traduttore e blogger, nel suo ultimo libro “La prossima notte” (Transeuropa Edizioni) che presenterà il prossimo mercoledì 25 febbraio alle 18 al Centro culturale Itaca in Via di San Domenico 22 insieme a Paolo Ciampi e allo storico dello sport Gabriele Fredianelli. Il libro ha avuto 
una lunga gestazione.

L’idea nasce circa vent’anni fa dalla lettura di un articolo su La Nazione su una rocambolesca trasferta della Fiorentina a Palermo nel 1946 con tre vetture Lancia Artena per un viaggio lungo tre giorni. Il passo successivo fu la telefonata al giornalista ovvero 
Giampiero Masieri, firma storica e maestro di giornalismo, e poi l’incontro di persona con Egisto Pandolfini (di cui è ricorso pochi giorni fa il centenario della nascita) che di quei fatti narrati nell’articolo fu uno dei protagonisti in quanto giocatore viola (vicenda raccontata dallo stesso Pandolfini in Noi, la Fiorentina, volume a cura di Museo Viola, Giglio Amico e Associazione Ex viola).

Negli anni seguenti poi Agnoloni ne parlò con Raffaello Paloscia, altro grande giornalista sportivo recentemente scomparso. Nel libro a lungo rimasto nel cassetto ma alla fine pubblicato la dedica a Pandolfini e Masieri e il ringraziamento a Paloscia non sono casuali, ma antiche promesse mantenute. “Questa storia come un piccolo mito costruito sulla base di fatti e atmosfere 
autentici, ma ormai molto, molto lontani”, come scrive l’autore nelle note finali, inizia con il messaggio nella segreteria telefonica di un padre creduto morto suicida a un figlio, immaginario attaccante di un’ipotetica Fiorentina del 2010.

Da qui inizia il viaggio del calciatore italo-americano attraverso varie tappe, indicategli via email dal padre, che ripercorrono quelle della trasferta della Fiorentina del 1946 quando il padre era appunto il massaggiatore della squadra e da Siena lo portano fino a Palermo.

Il protagonista si ritrova così a fare i conti con il passato, suo e del padre: “si parte da un confronto tra un figlio 
che non aveva mai in realtà conosciuto il padre e un padre che in un certo senso gli chiede perdono e si arriva a una riflessione più generale, a un confronto generazionale e storico tra l’Italia di allora e quella di oggi, come tra il calcio di una volta e quello attuale”. C’è anche una storia d’amore con una giornalista locale.

Per il rapporto tra calcio e letteratura ci sono dei testi di riferimento?
“Quando scrivo non ho modelli, altrimenti non sentirei la mia voce. Negli anni ho sviluppato la mia scrittura per cui tendo ad asciugarla per andare dritto al punto. Ci sono quindi riferimenti letterari assoluti in cui mi riconosco per la sintesi. Per il calcio Luciano Biancardi che descrisse una partita ne Il lavoro culturale e tenne anche una rubrica sul Guerin Sportivo. Poi Azzurro tenebra di Giovanni Arpino, Futbol. Storie di calcio di Osvaldo Soriano, Il centravanti è stato assassinato verso sera di Manuel 
Vázquez Montalbán, Febbre a 90’ di Nick Hornby e altri meno famosi come Sporca faccenda, mezzala Morettini di Marco Ferrari e Marino Magliani e L’estate breve di Enrico Macioci”. 


Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies