Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

Un libro può smuovere le coscienze? “La via dello sport. Una storia nelle baraccopoli sudafricane” ci prova. Ranieri Salvini racconta la sua esperienza nella township di Lwandle in Sudafrica. Lo fa con la determinazione dei suoi 26 anni.

Nel volume, con la prefazione di Padre Bernardo Gianni e le illustrazioni di Claudio Marcattilj, Salvini parte dal suo inizio, da una carriera calcistica nelle giovanili di Fiorentina ed Empoli, in cui aveva per compagni Ranieri, Sottil, Zaniolo, Ricci e Traorè, sfumata per dei gravi infortuni. Si iscrive allora all’università e prende una laurea magistrale in psicologia di comunità, promozione del benessere e cambiamento sociale. E viaggia, ma non da turista. A Corinto lavora per tre mesi in un community center di un campo profughi come insegnante di informatica e di inglese, ma si accorge che l’attività più aggregante è quella intorno a un pallone, nasce così per sua iniziativa il Corinto United.

Con una borsa di studio va poi in Brasile, a Florianópolis, per un tirocinio di sei mesi come psicologo in una favela. Forte anche di questa esperienza, con il servizio civile universale nel novembre 2023 si trasferisce a Città del Capo ed è lì che trova la sua missione in una squadra di calcio, il Bazuka United, che  milita nella quarta divisione sudafricana.

Ranieri Salvini diventa l’“umlungu”, ovvero l’“uomo bianco”, il primo nella storia del club. Vissuta così in modo ancora più autentico, la township rivela tutta la sua tragicità. Aree urbane sovrappopolate create durante il periodo coloniale e rafforzate dal regime di Apartheid, con case senza muri, porte e finestre, dove si mangia se va bene una volta al giorno e dove vigono traffico di droga e gang criminali. Eppure attraverso il linguaggio universale del calcio Salvini si avvicina a quel mondo, entra a far parte di una comunità che cerca una via di uscita, appunto grazie al pallone.

Lo si vede bene dal documentario di 17 minuti “The way of sport” realizzato dal giovane fiorentino sulle condizioni di vita nelle baraccopoli. In Sudafrica si gioca sull’asfalto, con un abbigliamento improvvisato e le scarpe una diversa dall’altra, le porte fatte coi sassi, i palloni coi sacchetti di plastica chiusi nel lattice dei preservativi.

Salvini dà vita a una raccolta fondi on line, poi pubblica questo libro, il cui ricavato andrà a progetti sportivi e sociali nella township di Lwandle, inoltre è possibile fare una donazione, con la causale “Ranieri Salvini”, sul sito https://www.wefootball.org/it/dona/ WeFootball è l’unica onlus italiana in Africa che fonda scuole calcio nelle baraccopoli, al momento in Tanzania, Kenia e Zambia.

Tornato da Città del Capo, dallo scorso ottobre Salvini lavora appunto per WeFootball e spera che la prossima scuola calcio sia proprio a Lwandle. “Il mio sogno è costruire un campo da calcio, partendo intanto da una academy. Sto coinvolgendo calciatori e società sportive italiane”.

A settembre tornerà in Africa, le manca? 
“Quando sono lontano dalle cause che sento vicino, sento il richiamo di doverci essere. Soffro questa lontananza”.

Giovedì 31 alle 19.30 alla Flog l’autore presenta il libro, intervistato da Florence Must Act. Come ha scritto Salvini: “Il mondo è complesso, ricco di conflitti, problemi, povertà e dinamiche che sembrano immutabili. Ma non possiamo non reagire. Qualcosa bisogna fare”. 
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