Le donne nel cinema? “Bamboline fragili o padrone della scena? Docili strumenti nelle mani dei registi o eroine portatrici di interpretazioni che hanno dato una precisa connotazione ai film?” Se lo chiede Elisabetta Vagaggini, giornalista e autrice di “Le conoscevo bene. Storie di donne che fanno il cinema” (Edizioni La Vela).
Il libro, con la prefazione di Eugenio Giani e le introduzioni di Maresa D’Arcangelo, Stefano Socci e Valentina Torrini, affronta una serie di periodi storici del cinema, dal muto fino ai nostri giorni, rilevando alterne vicende e ruoli delle attrici nel corso del tempo. Completano il volume i ritratti di otto famose interpreti legate alla Toscana, vincitrici dei David di Donatello e dei Nastri d’Argento, grazie a interviste inedite e dichiarazioni raccolte in occasione di premiazioni, anteprime, conferenze stampa: Stefania Sandrelli, Lucia Poli, Athina Cenci, Laura Morante, Alba Rohrwacher, Elena Sofia Ricci, Sandra Milo scomparsa di recente e Barbara Enrichi.
Proprio la popolare Selvaggia del “Ciclone” di Leonardo Pieraccioni, con cui si aggiudicò il David di Donatello come migliore attrice non protagonista, era alla Mediateca Toscana alla presentazione del libro insieme a Elisabetta Vagaggini e al critico Stefano Socci.
“Ci sono delle attrici che più di altre hanno rotto gli schemi e una di queste è Barbara” – dice Elisabetta. E Barbara, con lo stesso viso sbarazzino e gli occhi aperti sul mondo di quando ha iniziato questo mestiere, conferma: “Selvaggia forse uno dei primi ruoli lgbt, come si dice adesso, nel cinema italiano, un personaggio amatissimo”.
Barbara Enrichi insegna recitazione cinematografica e direzione attori al Centro Sperimentale di cinematografia a Milano ma tiene alle proprie radici: “la leggerezza e il sarcasmo dei toscani funziona alla grande per la commedia”. “Qualche anno fa gli sceneggiatori erano quasi tutti uomini” – puntualizza – “quindi raccontavano l’universo maschile con la donna come stereotipo ma adesso ci sono molte sceneggiatrici e registe”.
Il grande successo? “Il David molto gratificante, non me lo aspettavo, da un momento all’altro ti riconoscono tutti per strada”.
I prossimi ruoli? “Il film ‘Fatti vedere’ in cui interpreto una suora e il cortometraggio ‘MalaMente’ di Giovanni Guidelli in cui sono la capoinfermiera in un manicomio”.
Un ruolo mai fatto? “Una donna scura, il contrario di me. Ma è questo il bello dell’attore, una sfida”.
Il libro, con la prefazione di Eugenio Giani e le introduzioni di Maresa D’Arcangelo, Stefano Socci e Valentina Torrini, affronta una serie di periodi storici del cinema, dal muto fino ai nostri giorni, rilevando alterne vicende e ruoli delle attrici nel corso del tempo. Completano il volume i ritratti di otto famose interpreti legate alla Toscana, vincitrici dei David di Donatello e dei Nastri d’Argento, grazie a interviste inedite e dichiarazioni raccolte in occasione di premiazioni, anteprime, conferenze stampa: Stefania Sandrelli, Lucia Poli, Athina Cenci, Laura Morante, Alba Rohrwacher, Elena Sofia Ricci, Sandra Milo scomparsa di recente e Barbara Enrichi.
Proprio la popolare Selvaggia del “Ciclone” di Leonardo Pieraccioni, con cui si aggiudicò il David di Donatello come migliore attrice non protagonista, era alla Mediateca Toscana alla presentazione del libro insieme a Elisabetta Vagaggini e al critico Stefano Socci.
“Ci sono delle attrici che più di altre hanno rotto gli schemi e una di queste è Barbara” – dice Elisabetta. E Barbara, con lo stesso viso sbarazzino e gli occhi aperti sul mondo di quando ha iniziato questo mestiere, conferma: “Selvaggia forse uno dei primi ruoli lgbt, come si dice adesso, nel cinema italiano, un personaggio amatissimo”.
Barbara Enrichi insegna recitazione cinematografica e direzione attori al Centro Sperimentale di cinematografia a Milano ma tiene alle proprie radici: “la leggerezza e il sarcasmo dei toscani funziona alla grande per la commedia”. “Qualche anno fa gli sceneggiatori erano quasi tutti uomini” – puntualizza – “quindi raccontavano l’universo maschile con la donna come stereotipo ma adesso ci sono molte sceneggiatrici e registe”.
Il grande successo? “Il David molto gratificante, non me lo aspettavo, da un momento all’altro ti riconoscono tutti per strada”.
I prossimi ruoli? “Il film ‘Fatti vedere’ in cui interpreto una suora e il cortometraggio ‘MalaMente’ di Giovanni Guidelli in cui sono la capoinfermiera in un manicomio”.
Un ruolo mai fatto? “Una donna scura, il contrario di me. Ma è questo il bello dell’attore, una sfida”.
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