Presentazioni fiorentine a cura di Paolo Mugnai

“Ho capito che si accumulano, anche senza volere, graffiti dell’anima, scalfitture della pelle, dell’allegria, delle speranze. Che si accumulano ricordi come stalattiti in una grotta. E alla fine, anche se ti sembra di non avere vissuto, hai vissuto lo stesso. E questo ho cercato di raccontare…” E lo fa col suo stile inconfondibile, Giovanni Bogani, nel suo ultimo libro “Nelle tasche del tempo” presentato alla Scuola di Cinema Immagina in un evento impreziosito dalle letture di alcuni brani da parte di Silvia Picchiani, Denise Blasotta ed Elena Mannucci e da qualche canzone cantata dallo stesso Bogani alla chitarra, da “Volevo 
essere un duro” a “Fai rumore”.

“Le briciole di ricordi trovati nelle tasche del tempo” sono di Bogani ma le condivide in un libro affinché appartengono a tutti e così è. Il memoir a largo raggio diventa un amico a cui appigliarsi, in cui riconoscersi, anche se la firma e la vita non sono quelle del lettore perché ci sono gli stessi sentimenti, gli oggetti perduti, le parole scomparse.

C’è la storia di un bambino che nasce negli anni Sessanta, cresce nei Settanta con la tv in bianco e nero e si riaffaccia adulto nel presente, disilluso, orgoglioso, combattivo con la sua arma fatta di parole scritte, del resto quello fa di mestiere, il critico cinematografico, ma in questa occasione il film raccontato ha per protagonista lui stesso. Eccolo così, il Bogani, nei suoi incontri 
normali con persone che non appartengono alla quotidianità. Fa il bagno in mare con Vittorio Gassman, lo shopping al Mercato delle Pulci a Berlino con Paolo Villaggio e di questi attori rivelano più questi brevi racconti rispetto a tante biografie.

Nei 164 capitoletti che durano lo spazio di una pagina, ma poi si protraggono, nella storia che prosegue e nella sensibilità di chi legge, ci sono i viaggi che portano fino all’Oceano Atlantico, pensieri, amori non nati oppure ormai lontani, la madre con cui l’autore vuole rappacificarsi, il padre malato che non ha mai portato a termine il suo libro, la nonna pittrice, il nonno e lo 
zio.

“
C’è un po’ di tutto dentro questo libro”, dice Bogani, “è il mio modo di raccogliere il mondo. Di raccoglierne i pezzettini, con le parole. È un mosaico. Ci sono il passato e un presente mangiato a morsi, con la voglia di restituirlo a chi legge”. 


Nella foto: Silvia Picchiani, Giovanni Bogani, Denise Blasotta
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