Firmacopie all’inaugurazione della Libraccio

Nuova libreria, negli spazi che una volta ospitavano una sezione Coop, e tanti lettori. Accade in via Vittorio Emanuele II a due passi da Piazza Dalmazia, all’inaugurazione della Libraccio, che si aggiunge a Firenze a quella in via Cerretani, con tanto di brindisi e rinfresco. Erano presenti anche due scrittori per il firmacopie.

Marco Malvaldi, tra gli autori più noti della narrativa gialla italiana, e Lily Red, giovane voce del panorama romance, apprezzata dal pubblico più giovane. “I libri si comprano e si guardano in libreria”, dice Malvaldi. “Uno deve entrare, prenderli in mano. Devi guardare che cosa c’è, nella quantità di volumi che ci sono trovare quello che ti piace. Sarebbe come entrare in un ristorante dove non c’è il menù. La libreria è un posto dove passi del tempo, come si fa con i libri, a cercare qualcosa che non sai nemmeno te cosa stai cercando”.

La Libraccio intende offrire al quartiere di Rifredi nuove opportunità di cultura. Accanto alla libreria c’è infatti anche la sede del Museo della Narrazione con tante attività diverse, come la scuola di scrittura di Marco Vichi, i laboratori teatrali di Gaia Nanni, le letture ad alta voce, le session acustiche di musica, arte figurativa, insomma uno spazio da condividere in vari modi. Malvaldi, intanto, seduto, continua a firmare con dediche personalizzate i suoi libri, in particolare l’ultimo uscito “Piomba libera tutti” (Sellerio). 

“Piomba libera tutti”, spiega l’autore pisano, “è la fine del nascondino, quello che capita quando un’indagine criminale finisce, perché puoi aver indagato una persona ma può capitare qualcosa che butta tutto all’aria e da quel momento in poi quello che hai fatto non vale più. Si procede per prove di errore e si aspetta il momento del piomba libera tutti, perché quando accade un delitto in una comunità chiusa come un condominio con tante persone che si sospettano tra loro, non è facile vivere in  quel contesto”.

Acquistati i libri, in tanti si spostano al Munar dove si esibisce la band Anhima, ma prima c’è ancora il tempo per una domanda a Malvaldi.

Soddisfatto della serie televisiva dei delitti del BarLume? 
“Non mi piace per nulla. Salvo solo le prime due stagioni”. 


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