Un libro inchiesta sulla sanità in Toscana che mobiliti la gente. È l’obiettivo di “Si salvi chi può?” (Casa Editrice Le Lettere), scritto dal medico e dirigente sanitario Renzo Berti insieme ai giornalisti de La Nazione Luigi Caroppo, Ilaria Ulivelli e Stefano Vetusti, con l’introduzione del filosofo Sergio Givone e la prefazione del ricercatore Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri.
Gli autori lo presentano al Palaffari nell’ambito di Villa Vittoria Cultura, iniziativa a cura di Firenze Fiera e Fondazione Spadolini Nuova Antologia. A moderare l’evento il giornalista Francesco Selvi, ospite il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e interventi dell’editore Giovanni Gentile, del prof. Paolo Laszlo, della comica Katia Beni, di Titta Meucci e Stefano Grifoni. Si tratta della prima tappa di una serie di presentazioni, perché questo libro, sottolineano gli autori, “non è un punto di arrivo ma di partenza, vogliamo dare voce alla gente”.
Siamo a un punto di svolta, come recita il sottotitolo del volume, di “rinascita o morte della sanità per tutti”. Con l’aumento della popolazione anziana e i tempi di attesa per una visita sempre più lunghi, la situazione sanitaria si fa sempre più critica. “È come una persona su un tapis roulant, su cui corre sempre più velocemente, ma prima o poi questa persona, sempre
più malandata, cadrà giù”, dice Renzo Berti. “Bisogna cambiare prospettiva, guardare in faccia la realtà, investire in prevenzione anche perché un paese in salute è più competitivo. Il capitolo finale è l’approdo e la metafora del viaggio in mare ha l’esempio purtroppo calzante del Titanic, perché in quel caso furono soprattutto quelli che stavano in terza classe
a morire”.
“Non possiamo rassegnarci a tutto questo”, esorta Ilaria Ulivelli, “dobbiamo rimettere in moto una discussione sulla sanità. Non riconosciamo più la verità, ha un prezzo altissimo ma è una scelta di vita. Nel libro abbiamo messo insieme tutto il nostro lavoro sullo stato di salute della sanità. Il sistema sanitario nazionale è in coma. Bisogna coinvolgere il privato nel pubblico con una sorta di progetto di finanza”. Il privato visto quindi come risorsa all’interno di un progetto pubblico.
“Se prendiamo la salute mentale”, aggiunge Stefano Vetusti, “siamo in una situazione molto difficile, eppure la Toscana è stata all’avanguardia negli anni Sessanta”.
“Questo libro offre una visione”, conclude Luigi Caroppo, “è un mezzo per coinvolgere la gente, è questo il senso del giornalista che mostra anche impegno civile”.
Nella foto di Umberto Visintini: Giovanni Fittante, Lorenzo Becattini, Ilaria Ulivelli, Eugenio Giani, Renzo Berti, Giovanni Gentile, Luigi Caroppo, Stefano Vetusti
Gli autori lo presentano al Palaffari nell’ambito di Villa Vittoria Cultura, iniziativa a cura di Firenze Fiera e Fondazione Spadolini Nuova Antologia. A moderare l’evento il giornalista Francesco Selvi, ospite il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e interventi dell’editore Giovanni Gentile, del prof. Paolo Laszlo, della comica Katia Beni, di Titta Meucci e Stefano Grifoni. Si tratta della prima tappa di una serie di presentazioni, perché questo libro, sottolineano gli autori, “non è un punto di arrivo ma di partenza, vogliamo dare voce alla gente”.
Siamo a un punto di svolta, come recita il sottotitolo del volume, di “rinascita o morte della sanità per tutti”. Con l’aumento della popolazione anziana e i tempi di attesa per una visita sempre più lunghi, la situazione sanitaria si fa sempre più critica. “È come una persona su un tapis roulant, su cui corre sempre più velocemente, ma prima o poi questa persona, sempre
più malandata, cadrà giù”, dice Renzo Berti. “Bisogna cambiare prospettiva, guardare in faccia la realtà, investire in prevenzione anche perché un paese in salute è più competitivo. Il capitolo finale è l’approdo e la metafora del viaggio in mare ha l’esempio purtroppo calzante del Titanic, perché in quel caso furono soprattutto quelli che stavano in terza classe
a morire”.
“Non possiamo rassegnarci a tutto questo”, esorta Ilaria Ulivelli, “dobbiamo rimettere in moto una discussione sulla sanità. Non riconosciamo più la verità, ha un prezzo altissimo ma è una scelta di vita. Nel libro abbiamo messo insieme tutto il nostro lavoro sullo stato di salute della sanità. Il sistema sanitario nazionale è in coma. Bisogna coinvolgere il privato nel pubblico con una sorta di progetto di finanza”. Il privato visto quindi come risorsa all’interno di un progetto pubblico.
“Se prendiamo la salute mentale”, aggiunge Stefano Vetusti, “siamo in una situazione molto difficile, eppure la Toscana è stata all’avanguardia negli anni Sessanta”.
“Questo libro offre una visione”, conclude Luigi Caroppo, “è un mezzo per coinvolgere la gente, è questo il senso del giornalista che mostra anche impegno civile”.
Nella foto di Umberto Visintini: Giovanni Fittante, Lorenzo Becattini, Ilaria Ulivelli, Eugenio Giani, Renzo Berti, Giovanni Gentile, Luigi Caroppo, Stefano Vetusti
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