Medici, operatori sanitari e cittadini insieme per la mobilitazione nazionale

Una bandiera palestinese issata davanti all’ospedale San Giovanni di Dio di Firenze ha accompagnato oggi la giornata nazionale di digiuno per Gaza. Come racconta il Corriere Fiorentino, medici, infermieri e operatori sanitari si sono ritrovati insieme a numerosi cittadini per chiedere la fine della strage nella Striscia.

L’iniziativa, nata da un gruppo di professionisti toscani e poi diffusasi in tutta Italia, ha raccolto oltre 20mila adesioni. "Vogliamo denunciare la carestia imposta a Gaza – spiega il medico Saverio Benedetti –: ci sono già 300 morti per fame, tra cui 70 bambini. Una di loro, Marah, è morta a Pisa pochi giorni fa".

Dal presidio di Torregalli sono arrivate richieste precise: lo stop alla fornitura di armi, l’apertura di corridoi umanitari e il riconoscimento ufficiale dello stato di genocidio. "Chiediamo anche di aderire alla campagna di boicottaggio dei farmaci israeliani – continua Benedetti –: è un modo per colpire la loro economia".

La mobilitazione, sostenuta dalla rete #digiunogaza, da Sanitari per Gaza e dalla campagna “Teva? No grazie”, ha visto la partecipazione anche dell’Ordine dei medici di Firenze. "Noi siamo per la vita, non per la morte – sottolinea il presidente Pietro Dattolo –. Era doveroso essere presenti".

In prima linea anche alcuni medici in pensione. "I farmaci coinvolti sono generici e facilmente sostituibili – afferma il cardiologo Roberto Comi –. Per questo è importante unirsi e dire basta a questo massacro".

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