Garante Toscana: “Tanta psichiatria provata da uso psicofarmaci”

Il disagio psichico in carcere resta un fenomeno diffuso e spesso privo di risposte strutturate: è quanto emerge dalla ricerca 'Salute mentale in carcere dopo il superamento degli Opg', realizzata da Società della Ragione in tre istituti penitenziari (Prato, Udine e Rebibbia femminile) col finanziamento dell'8 per Mille valdese e con la collaborazione del Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana. La ricerca è stata presentata oggi a Firenze, in occasione del convegno 'La mente incarcerata'.
    
"C'è una grossissima componente di psichiatria in carcere - ha affermato Giuseppe Fanfani, garante dei diritti dei detenuti per la Regione Toscana -, dimostrata anche dall'uso importante di psicofarmaci che vengono dispensati all'interno delle carceri, perché la condizione carceraria, dal sovraffollamento al non aver nulla da fare, fino alla mancanza di lavoro e di prospettive, crea le condizioni per un dramma psicologico che non augurerei a nessuno".

     
Secondo Fanfani "qualcosa è già stato fatto con il superamento degli Opg, con le Rems che hanno dato dignità clinica a queste patologie, però ci vorrebbe innanzitutto un'assistenza importante e delle condizioni di alternativa esterna per una riabilitazione che soltanto un contatto con la società può restituire".

     
 Il sociologo Riccardo Girolimetto, ricercatore per Società della Ragione, ha sottolineato che "non sempre vengono garantiti i diritti rispetto alla tutela della salute mentale all'interno delle carceri, in particolare per le persone straniere con background migratorio"; a pesare, ha spiegato, sono anche la "difficoltà di accesso a misure alternative per chi non ha una residenza", e la disomogeneità dei servizi territoriali. Tra gli interventi più urgenti, secondo Katia Poneti dell'Ufficio del garante regionale, c'è "l'applicazione effettiva della sentenza 99/2019 della Corte Costituzionale che prevede la detenzione domiciliare per i detenuti con gravi patologie psichiche: una misura che oggi è applicata poco o niente".
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