Una cittadinanza onoraria senza senso

C’era proprio bisogno di andarsi ad infilare in questa polemica sulla cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, protagonista di reiterate uscite verbali sconcertanti, da Liliana Segre al commento sull’assalto a La Stampa, tacendo per un senso di desolata rassegnazione sul teatrino col sindaco di Reggio Emilia?

Scrive benissimo di lei sul Corriere della Sera oggi Antonio Polito: una maestrina sempre pronta a dare lezioni a tutti, inanellando sfondoni che non si dimenticano.

Certo, poi rettifica, corregge, “non voleva dire”, “è stata strumentalizzata” e via andare, ma la cittadinanza onoraria di una città come Firenze, e verrebbe da dire, di qualsiasi altra città, ma qui da sempre siamo al centro del mondo, è una cosa estremamente seria e “seriamente” non si vedono i motivi per cui la signora Albanese debba essere insignita di tale benemerenza.

Dando una veloce occhiata a chi nel passato ha avuto questo onore leggo nello sport Cesare Prandelli e Gabriel Batistuta, ma soprattutto  Mario Rigoni Stern, Nelson Mandela e, appunto, Liliana Segre.

E quindi, per dirla alla Di Pietro: che ci azzecca Francesca Albanese con questi signori?

E, soprattutto, perché si sono infilati in una situazione del genere?

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