Equipe chirurgiche e anestesiologiche anche da Careggi e Pisa

Una procedura di donazione a cuore fermo controllata (DcDc) controlled Donation after Circulatory Death è stata realizzata all'ospedale Santa Maria Annunziata della Asl Toscana centro.
    
La procedura è attiva in Toscana da circa tre anni in tutti gli ospedali dell'area vasta centro, con una collaborazione dell'Ecmo team dell'Azienda ospedaliero - universitaria Careggi, nell'ambito del Coordinamento regionale trapianti della Toscana. La procedura è possibile soltanto in persone decedute a causa di arresto cardiaco, monitorate fino al momento della perdita irreversibile delle funzioni del cuore. La donazione, avvenuta nei mesi scorsi è stata possibile grazie alla generosità dei familiari del paziente deceduto e alla professionalità dell'équipe medica ed infermieristica del reparto di anestesia e terapia intensiva diretto da Duccio Conti afferente alla struttura complessa Firenze 2 diretta da Guglielmo Consales, e del comparto operatorio, in collaborazione con i medici neurologi e radiologi e grazie al coordinamento da parte dell'équipe del Centro regionale trapianti, si spiega in una nota. All'Annunziata uno stesso intervento era stato eseguito alcuni anni fa, ma per gran parte dell'equipe dell'Unità operativa di anestesia e terapia intensiva dell'ospedale, questo intervento è stato il primo. La procedura, finalizzata a un così importante obiettivo, ha richiesto la collaborazione anche di équipe chirurgiche e anestesiologiche dell'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi - l'Ecmo team di Careggi, l'Unità di esperti: cardiochirurghi e anestesisti specializzati, con infermiere e perfusionista - e dell'Azienda ospedaliero universitaria pisana, con due chirurghi dell'Unità operativa di Pisa.

    
"Anche per la nostra unità operativa è stato un percorso di responsabilità e motivazione che ha richiesto un progressivo avvicinamento - spiega Conti - C'è stato un coinvolgimento emotivo forte, un intervento del genere ha toccato corde importanti per tutti noi. Il percorso ci ha unito molto, sia all'interno della nostra unità operativa sia con i colleghi di Careggi".

    
"La Rete trapiantologica regionale - dichiara il coordinatore dell'area vasta centro, dottor Daniele Cultrera - è costantemente impegnata nel colmare il gap esistente tra i molti pazienti in attesa, il cui fabbisogno non è purtroppo ancora del tutto soddisfatto, e l'offerta di organi. Questa tipologia di prelievo, che stiamo implementando da alcuni anni, ci viene molto in aiuto in tal senso e ringrazio tutti i colleghi intervenuti con grande professionalità in un percorso così delicato e complesso".
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