Regione Toscana, Servizio sanitario regionale e Caritas fanno squadra per garantire il diritto a una sana alimentazione alle persone più fragili. Con un accordo approvato nell'ultima seduta di giunta, la Regione mette a disposizione le competenze del Servizio sanitario per definire linee guida su pasti equilibrati e per formare chi ogni giorno prepara e distribuisce il cibo. La Caritas, si spiega in una nota, attraverso la sua rete capillare di mense, empori solidali e pacchi alimentari, tradurrà queste indicazioni in attenzione quotidiana, relazione e presenza sui territori.
"Quando una persona è in difficoltà non ha bisogno solo di qualcosa da mettere nel piatto ma ha diritto a cibo sano, a dignità e a non essere lasciata sola", sottolinea la vicepresidente della Regione Toscana Mia Bintou Diop, che ha proposto la delibera in giunta assieme all'assessora alla sanità e al sociale Monia Monni.
"Come ci ricordano gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, - aggiunge Diop - la risposta a un bisogno complesso deve essere complessa, unendo solidarietà, salute e giustizia sociale. L'ultimo rapporto regionale sulla povertà evidenzia come la malnutrizione legata alla povertà alimentare sia uno degli aspetti più preoccupanti dei processi di impoverimento che hanno interessato la Toscana negli ultimi anni".
Nelle prossime settimane sarà istituito un gruppo di lavoro congiunto composto da referenti della Direzione regionale Sanità e coesione sociale, delle Asl e della Caritas che definirà linee di indirizzo per migliorare la qualità nutrizionale dei pasti erogati nelle mense attive sul territorio, elaborerà protocolli operativi per la composizione dei pacchi alimentari, proporrà attività di formazione per operatori e volontari.
"Il diritto a una sana alimentazione è parte integrante del diritto alla salute e della presa in carico delle persone più fragili - dichiara Monni -. Questo accordo mette a sistema le competenze del Servizio sanitario regionale con il lavoro fondamentale che la Caritas svolge ogni giorno nei territori, rafforzando un modello di welfare integrato e di prossimità".
"Quando una persona è in difficoltà non ha bisogno solo di qualcosa da mettere nel piatto ma ha diritto a cibo sano, a dignità e a non essere lasciata sola", sottolinea la vicepresidente della Regione Toscana Mia Bintou Diop, che ha proposto la delibera in giunta assieme all'assessora alla sanità e al sociale Monia Monni.
"Come ci ricordano gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, - aggiunge Diop - la risposta a un bisogno complesso deve essere complessa, unendo solidarietà, salute e giustizia sociale. L'ultimo rapporto regionale sulla povertà evidenzia come la malnutrizione legata alla povertà alimentare sia uno degli aspetti più preoccupanti dei processi di impoverimento che hanno interessato la Toscana negli ultimi anni".
Nelle prossime settimane sarà istituito un gruppo di lavoro congiunto composto da referenti della Direzione regionale Sanità e coesione sociale, delle Asl e della Caritas che definirà linee di indirizzo per migliorare la qualità nutrizionale dei pasti erogati nelle mense attive sul territorio, elaborerà protocolli operativi per la composizione dei pacchi alimentari, proporrà attività di formazione per operatori e volontari.
"Il diritto a una sana alimentazione è parte integrante del diritto alla salute e della presa in carico delle persone più fragili - dichiara Monni -. Questo accordo mette a sistema le competenze del Servizio sanitario regionale con il lavoro fondamentale che la Caritas svolge ogni giorno nei territori, rafforzando un modello di welfare integrato e di prossimità".
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