Al centro del confronto l'evoluzione dei percorsi di cura e le priorità di sviluppo della rete oncologica

L’evoluzione dei percorsi di cura e le priorità di sviluppo della rete oncologica aziendale al centro della IV Conferenza del Dipartimento Oncologico della Ausl Toscana centro che si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Auditorium del presidio ospedaliero Santa Maria Annunziata.

Erano presenti il Direttore generale Valerio Mari e il Direttore sanitario di Asl Toscana centro, Lorenzo Roti, insieme al Direttore del Dipartimento di Medicina Multidimensionale, Enrico Benvenuti. In sala anche il consigliere regionale Francesco Casini e il vicesindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Conti. Dedicata al bilancio delle attività e alle progettualità future, con l’obiettivo di una piena condivisione con operatori, istituzioni ed Enti del Terzo Settore, la IV edizione si è svolta nell’anno conclusivo dell’incarico della dottoressa Luisa Fioretto come Direttore del Dipartimento Oncologico dell’Azienda Usl Toscana centro.


A conclusione del mio percorso professionale in Azienda - dichiara Luisa Fioretto - desidero richiamare un principio guida che orienta ogni scelta: l’organizzazione, intesa come “strumento per pensare”, in continua evoluzione per mantenere il passo con una domanda oncologica sempre più complessa e in continua trasformazione, ha senso solo se mantiene al centro i nostri pazienti, che devono restare il punto fermo e la finalità ultima del nostro operare”.

La conferenza ha rappresentato un momento di condivisione di best practices e prospettive di sviluppo, di progetti e azioni in corso tra cui il rafforzamento dell’oncologia di prossimità che permette di portare le cure vicino a dove si vive: ne è un esempio il nuovo servizio di assistenza oncologica territoriale partito nei mesi scorsi a San Casciano, con l’obiettivo di creare una reale integrazione tra le strutture ospedaliere e i servizi territoriali per quei trattamenti oncologici che non richiedono un'intensiva assistenza clinica e possono essere gestiti sul territorio. Ma si è parlato anche del rafforzamento delle connessioni multidisciplinari e interprofessionali sul territorio e dell’evoluzione degli strumenti di governo e appropriatezza per l’introduzione delle nuove opportunità terapeutiche e la valutazione del loro impatto. Particolare attenzione è stata rivolta al potenziamento della ricerca clinica e dei sistemi di data management, a supporto della sperimentazione clinica e dell’action research, per garantire ai pazienti inseriti nei percorsi di cura un accesso tempestivo alle innovazioni terapeutiche.

La ricerca - spiega Laura Biganzoli, Direttrice dell’Oncologia Medica dell’ospedale Santo Stefano di Prato - è complemento all'assistenza clinica efficace, che vede nella sperimentazione, non solo una opportunità per il paziente di oggi, ma una fonte di informazioni e di miglioramento dell'approccio diagnostico/terapeutico e della presa in carico del paziente oncologico di domani. L'ambito di ricerca – sottolinea Biganzoli - è vasto. Partiamo dalla ricerca translazionale che ha l'obiettivo di portare in maniera finalizzata la ricerca di base al letto del paziente - come stiamo facendo all'interno della SOS Ricerca Traslazionale -, per arrivare alla ricerca infermieristica. Questo permetterà una presa in carico sempre più personalizzata e globale del paziente oncologico”.
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