Incontro a Palazzo Strozzi Sacrati con Fratres, sportivi e stampa per promuovere la cultura del dono come gesto di comunità e solidarietà

Incontro oggi a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della Regione Toscana, per parlare di diffusione della cultura sanitaria e dell'importanza del gesto della donazione anonima, gratuita, periodica e responsabile del sangue e degli emocomponenti, cioè globuli rossi, piastrine e plasma. Tema principale il coinvolgimento di tutti i cittadini, e specialmente del mondo giovanile, nella pratica regolare della donazione.

Tra i presenti all'incontro Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione assieme al presidente regionale della Fratres Giuseppe Di Pietro, Simone Cardullo, presidente regionale del Coni, Simona Carli, direttrice del Centro regionale sangue e Franco Morabito, presidente dell'Unione stampa sportiva toscana. "Se non ci fossero i donatori di sangue - così Dika - non ci sarebbero le grandi operazioni e i successi della sanità toscana. Questo fa capire quanto è fondamentale non solo donare, ma rendere tutti consapevoli che ognuno di noi può far parte di quel successo sanitario che salva la vita ad una persona, grazie a quella sacca di sangue, di plasma, che noi doniamo volontariamente nella nostra generosità, nel nostro sentirci comunità, nel nostro donarci all'altro". Dika ha sottolineato anche "il valore straordinario del lavoro fatto ogni giorno da Fratres" il cui presidente toscano Giuseppe Di Pietro ha aggiunto: "Siamo a fianco del Coni per coinvolgere i giovani che fanno sport nella pratica della donazione dimostrando che le due attività sono parte dello stesso gesto di generosità". "Nessuno meglio degli atleti e degli sportivi può assolvere questo compito, nell'attività sportiva si dona se stessi e la donazione di sangue completa questo gesto", il commento del presidente del Coni Toscana Simone Cardullo. "Per il mondo dello sport - conclude Simona Carli, direttrice del Centro regionale Sangue - una donazione è paragonabile a una medaglia, che si vince poche volte nella vita. La donazione invece si può fare ogni quattro mesi. Parliamo anche di medicina preventiva, dato che molte diagnosi sono state fatte perché riferite ad un donatore".
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