Fi: “Mi risulta che in alcuni territori ci siano difficoltà a rispettare tempistiche”

"Il programma di lavori per le Case di comunità ha visto nel tempo varie modifiche per superare le criticità emerse e per consentire di raggiungere gli obiettivi minimi assegnati alla nostra regione. Ad oggi le Case di comunità inserite nella programmazione sono 80 ed il termine per il completamento dei lavori è fissato dal ministero al 31 maggio 2026". Al 9 febbraio, data dell'ultimo monitoraggio," tutti i progetti sono stati attivati, mentre 9 risultano completati". Lo ha detto l'assessora toscana alla salute e alle politiche sociali, Monia Monni, rispondendo in Consiglio regionale all'interrogazione di Forza Italia. Nell'interrogazione si chiedeva alla Giunta regionale di fare il punto sui lavori per le Case di comunità finanziate con il Pnrr, e di indicare gli impegni complessivi di spesa e il personale.
    
"Stiamo cercando di concludere le opere entro il mese di marzo e aprile - ha aggiunto Monni - progettando di anticipare, per quanto possibile, le attività essenziali". Il progetto complessivo, ha spiegato Monni, è finanziato con fondi Rrs, legati al Pnrr, per 104 milioni di euro, risorse Foi per 19 milioni, risorse regionali per 12 milioni, risorse statali per 7 milioni, altri fondi per 3 milioni, con un costo complessivo di circa 146 milioni di euro. "L'attivazione delle case di comunità - ha concluso Monni - avviene all'interno del progetto complessivo di riorganizzazione dei servizi territoriali, non si parla di personale nuovo, ma di integrazione delle risorse aggiuntive con il personale esistente. Viene attuato il nuovo accordo della medicina regionale con la presenza strutturata di dottori di medicina generale".

    
Per il consigliere Fi, Jacopo Maria Ferri, "arrivare ad 80 case di comunità in tempi brevi è sicuramente ambizioso, mi risulta che in alcuni territori ci siano maggiori difficoltà a rispettare queste tempistiche. La nostra interrogazione voleva essere una sollecitazione per raggiungere i risultati migliori e sfruttare al meglio le nuove opportunità sanitarie".
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