Venticinque anni e non sentirli. I Colloqui Fiorentini tagliano il traguardo della loro venticinquesima edizione confermandosi un unicum nel panorama educativo nazionale: un laboratorio di umanità prima ancora che di letteratura. Dal 5 al 7 marzo 2026, al Palazzo Wanny di Firenze, oltre 2.200 studenti e docenti provenienti da 112 scuole superiori di tutta Italia si ritroveranno per tre giorni di incontri, lezioni e testimonianze dedicati a Umberto Saba, protagonista dell’edizione 2026.
Il titolo scelto – “Scavar devo profondo, come chi cerca un tesoro” – è già una dichiarazione di intenti. In un tempo segnato da tensioni e superficialità, la proposta dei Colloqui va controcorrente: educare allo sguardo, all’ascolto, alla pazienza della ricerca interiore. La poesia di Saba, con la sua lingua limpida e insieme abissale, diventa così terreno di confronto vivo, occasione per interrogarsi sulle grandi domande dell’esistenza.
Non si tratta di un semplice convegno letterario, ma di un’esperienza formativa che coinvolge migliaia di giovani in un percorso di studio e immedesimazione. I versi del poeta triestino – dalla contemplazione del quotidiano alla coscienza del dolore come passaggio possibile verso la luce – risuonano oggi con sorprendente attualità. L’invito è a “scavare”, a non fermarsi alla superficie, a riconoscere che anche nelle pieghe dell’oscurità può germogliare una voce capace di sostenere e rimettere in cammino.
A rendere possibile questa grande macchina culturale è l’impegno dell’associazione Diesse Firenze e Toscana, affiancata da una rete di scuole e istituzioni. Ma un ruolo centrale, sin dalla prima edizione, è svolto da Fondazione CR Firenze, che accompagna i Colloqui con convinzione e continuità. Non solo un contributo economico, ma una scelta culturale precisa: investire nella formazione critica delle nuove generazioni.
La vicepresidente Maria Oliva Scaramuzzi ha ribadito come sostenere i Colloqui significhi credere nel valore educativo dell’incontro con i grandi autori e nel coraggio di proporre ai giovani un cammino di profondità, in un’epoca dominata dalla velocità e dalla frammentazione. È una visione che guarda lontano: costruire cittadini consapevoli, capaci di pensiero critico e responsabilità.
In questi venticinque anni i Colloqui Fiorentini hanno dimostrato che la scuola può ancora essere luogo di esperienza autentica, spazio in cui la tradizione culturale dialoga con le inquietudini del presente. Firenze, per tre giorni, torna così a essere capitale di una comunità educante che sceglie di fermarsi, ascoltare e andare a fondo. Perché, come insegna Saba, il tesoro non è in superficie: va cercato, con ostinazione e desiderio, dentro la vita stessa.
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